CANEGRATE – Due grandi bacini artificiali per contenere le piene dell’Olona nel tratto inferiore del suo corso verso Milano. Sono stati inaugurati oggi, giovedì 15 maggio, in località Cascinette di Canegrate (nelle foto e nel video) dopo tre anni e mezzo di lavori, costati a Regione Lombardia 18 milioni di euro, ma dopo molti più anni di progetti, discussioni e ostilità di residenti, comitati e delle stesse amministrazioni locali. Alla fine la “quadra” è stata raggiunta, con profonde modifiche al progetto iniziale dell’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) che si occupa anche dei suoi affluenti, cui si sono aggiunte compensazioni ambientali per cui sempre la Regione ha stanziato un ulteriore milione. Rimane irrisolta la questione della manutenzione delle cosiddette “vasche di laminazione”.
Tutti i sindaci intervenuti oggi nella sede della Protezione civile di Canegrate – Marco Zerboni di San Vittore Olona, Raffaele Cucchi di Parabiago e Matteo Modica di Canegrate – l’hanno sollevata, suscitando la stizza del governatore Attilio Fontana e una risposta apparsa un po’ evasiva dall’assessore regionale al territorio e sistemi verdi Gianluca Comazzi, questi ultimi visti poi confabulare a parte con i vertici di Aipo e del Plis, il Parco locale di interesse sovracomunale nel cui territorio sono comprese le vasche. La questione è: chi pagherà la loro pulizia – i due invasi e le quattro aree golenali hanno un volume totale pari a un milione di metri cubi – dopo che le piene dell’Olona le avranno riempite di fango e rifiuti? I Comuni hanno già messo le mani avanti ed espresso la preoccupazione che il terreno delle vasche, ad uso agricolo, si trasformi in qualcosa a metà tra una discarica e una palude rendendo la zona impraticabile e, come spesso accade in questi casi, abbandonata e insicura. La Regione ha risposto come segue.
Fontana e Comazzi: «Troveremo una soluzione»

«Non preoccupatevi per le manutenzioni – ha detto Comazzi – Anche noi, come voi sindaci, facciamo bene il nostro lavoro e faremo tutto quello che è necessario, anche se le voci a bilancio crescono al pari delle vasche realizzate. Nei prossimi mesi inaugureremo altre due vasche di laminazione, quelle del Trobbia e del Molgora, e abbiamo intensificato il lavoro su Lambro e Seveso per risolvere la questione decennale degli allagamenti che interessano Milano, sul cui nodo idraulico è attivo un Tavolo dedicato. La Lombardia – ha ricordato l’assessore – conta 1.200 comuni in territori fragili su 1.500. Negli ultimi cinque anni la Regione ha investito oltre 1 miliardo per la difesa del suolo e per contrastare il dissesto idrogeologico».

Ancora più netta la replica di Fontana. «Non fasciamoci la testa prima di essercela rotta, adesso è il momento di godere dell’aspetto positivo, cioè quello che è stato realizzato per questi comuni e quelli a valle. Questo intervento, unito a quelli già realizzati (la diga di Gurone a Malnate e il canale scolmatore Nord Ovest a Rho, nda) mette in sicurezza l’intero corso del fiume. Poi, troveremo una soluzione anche per la manutenzione. La politica della Regione è ascoltare, coinvolgere le comunità locali, discutere e trovare soluzioni concordate. Ne parleremo – ha proseguito il presidente della Regione – Le questioni economiche sono importanti ma non essenziali. Innanzitutto ci vuole il coinvolgimento delle comunità e i tanti presenti all’evento di oggi confermano che questo c’è stato. In tutte le opere ci vuole gradualità; la cosa più importante è stata realizzata, adesso passo dopo passo troveremo una soluzione anche per tutti gli altri problemi».
Territorio protetto dalle esondazioni
Presenti all’inaugurazione, fra gli altri, anche i consiglieri regionali Scurati e Gallera, sindaci e amministratori dei comuni di Legnano, San Giorgio su Legnano, Cerro Maggiore, Pogliano Milanese, Nerviano, Pregnana Milanese, Bernate Ticino, Rho e Magenta.

I due bacini artificiali si riempiranno in seguito all’apertura di una diga (qui sopra), con precedenza a quello più a valle, per poi restituire le acque al fiume in maniera naturale, per gravità. Oltre ai territori a sud fino al capoluogo, preserveranno dalle piene anche l’abitato delle Cascinette, che si trova su un’isola, grazie a un’opera di controllo a monte delle piene, così da evitare il ripetersi della disastrosa alluvione di quattro anni fa. Saranno create anche zone boscate e aree umide preziose per la salvaguardia dell’habitat naturale; fra le opere rientrano infine percorsi ciclopedonali, a partire dal ripristino della Olona Greenway, e postazioni per l’osservazione dell’avifauna.
LEGGI ANCHE:
Sconti nei negozi aderenti per i volontari delle associazioni di Canegrate
