VARESE – Altre strutture di questo tipo in Lombardia non ce ne sono: quello che nascerà a Varese sarà un caso pilota. Il nuovo canile che sorgerà ai Duni di Bizzozero ospiterà in un’unica struttura sia il canile rifugio che il canile sanitario, l’oasi felina e il ricovero temporaneo della fauna selvatica ferita. L’accordo quadro è stato firmato stamattina, venerdì 14 febbraio, presso Ats Insubria, alla presenza dell’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso (nel video qui sotto l’intervista).
Gioco di squadra
Regione tramite Ats Insubria ha stanziato 100mila euro, il Comune di Varese 300mila e la Provincia 150mila. A firmare l’accordo il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Provincia Marco Magrini e il direttore generale di Ats Salvatore Gioia. «Un’opera che era attesa da anni e che risponde alle esigenze di più amministrazioni», ha osservato quest’ultimo, sottolineando il gioco di squadra che ha portato alla firma di oggi. «Questo canile ha una valenza extraterritoriale perché coinvolgerà un bacino più ampio rispetto al solo territorio di Varese – ha detto il sindaco Galimberti, affiancato dall’assessore all’ambiente Nicoletta San Martino – l’obiettivo è raggruppare tutta una serie di servizi intorno al canile che oggi sono separati, quindi sia la parte sanitaria che quella legata al volontariato con un canile moderno. Ringrazio tutti per la collaborazione, soprattutto oggi in cui le risorse non sono infinite per tutti è importante che ciascuno faccia la propria parte».
Anche la fauna selvatica
Magrini ha sottolineato che si tratterà di una struttura polifunzionale in grado di rispondere con efficienza alle esigenze di soccorso e di ricovero degli animali. «La Provincia di Varese ha voluto investire risorse e competenze per creare uno spazio dedicato al ricovero della fauna selvatica ferita e rinvenuta sul nostro territorio – ha detto – un’esigenza concreta visto che soltanto negli ultimi due anni il nostro Settore di Polizia Ittico Venatoria ha recuperato una media di 379 esemplari feriti all’anno, di questi 193 erano ungulati (caprioli, cervi, cinghiali e mufloni). Questo centro permetterà una gestione degli animali feriti nel rispetto del benessere animale». Sarà inoltre una risposta all’aumento dei gatti randagi sul territorio.
Fase progettuale
L’area in cui sorgerà la struttura, in cui gli spazi dedicati alle diverse tipologie di animali saranno ben separati e delimitati, avrà una superficie di circa 8000 metri quadri. Al momento l’iter è nella fase progettuale, con il Comune di Varese che ha individuato i progettisti tra specialisti del settore a livello nazionale. Una volta che la struttura sarà pronta il Comune pubblicherà una manifestazione di interesse per dare in gestione la parte di canile e gattile, mentre Provincia gestirà la parte faunistica e Ats quella sanitaria.
Due donazioni per il Canile di Varese. I gestori: «Pronti per la nuova struttura»
canile varese apripista lombardia – MALPENSA24
