VARESE – «Restituire una dignità alla tristezza»: è quanto si propone Elio con il suo nuovo spettacolo, che dalla data del 21 ottobre ad Alessandria lo vedrà sui palchi dei teatri italiani per fare tappa a Varese il 20 febbraio. Come ha spiegato ieri, lunedì 14 settembre, nella conferenza di presentazione, «non si tratterà di un vero e proprio concerto, ma di un esperimento scientifico».
La triade Aznavour-Tenco-De André
«Perché non fare qualcosa di molto triste? Spesso la tristezza dà vita a canzoni bellissime». Al Teatro Intred il frontman delle Storie Tese cercherà di batterne il record mondiale proponendo pezzi sempre più tristi, ma seguendo un criterio scientifico. Infatti «canterò brani scelti scientificamente per arrivare alla tristezza assoluta; innanzitutto per arrivare alla triade che ne è il simbolo, quella formata da Aznavour, Tenco e De André. Poi, per ultimo – ha annunciato – ci sarà un pezzo giapponese che schianterà tutti; non rivelerò altro, perché ho già detto troppo».
Gli antidoti per tornare allo stato iniziale
«Ma – ha promesso Elio – quando alla fine la tristezza sarà insopportabile canterò due o tre pezzi allegri, per far tornare il pubblico allo stato iniziale. Come antidoti ho scelto quelli più efficaci, che la abbassano più in fretta, come i componimenti di Rossini o Carosone». Nello spettacolo che nasce dalla noia – «è alla base della mia vita, mi annoio presto» – e dalla «voglia che ho sempre di cantare certe cose, cercando di convincere che ciò che canto è molto bello», ci saranno anche Alberto Tafuri, «pianista dalla cultura enorme che ha lavorato con Jovanotti, Max Pezzali e De Andréa; ci conosciamo da trent’anni e avrà un ruolo centrale», Sophia Tomelleri (sax tenore e flauto), Giulio Molteni (basso) e Martino Malacrida (batteria).
Materia prima per brani senza tempo
Al sentimento che da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino, ha attraversato secoli di arte, letteratura e musica, e che oggi viene troppo spesso considerato una condizione invalidante da cui proteggersi, il concerto che unisce la componente musicale a quelle teatrale e scientifica, restituirà il giusto ruolo. Attraverso le opere di grandi autori della tradizione italiana e internazionale che hanno saputo fare della tristezza materia prima per brani senza tempo: un repertorio vasto e trasversale, che si muove con disinvoltura tra canzone d’autore, melodia classica e…un finale inaspettato.
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