Capoluogo-bis, Antonelli: «Non è solo il nome, porta benefici. E Busto se lo merita»

Il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli

BUSTO ARSIZIO – «Essere capoluogo di provincia non è solo un’etichetta, porta benefici concreti alla città». Sul progetto della Provincia di Varese-Busto Arsizio ora parla il sindaco Emanuele Antonelli. E respinge le critiche. Al presidente della Provincia Marco Magrini non lo manda a dire: «Mi scoccia che non capisca la differenza tra fare rete e riconoscere a Busto Arsizio quello che merita». E al Pd bustocco non dà scampo: «Come al solito parlano senza sapere come stanno le cose».

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Quella del doppio capoluogo di provincia è una proposta che nasce in casa Lega a Busto, su input del capogruppo Simone Orsi e del già ministro Francesco Speroni, ma che il sindaco Emanuele Antonelli, esponente di Fratelli d’Italia, ha subito preso a cuore, tanto da aver proposto di portarla subito in consiglio comunale con una mozione, forse già entro fine giugno, per darle slancio. Ecco perché non esita a metterci la faccia per ribattere punto su punto alle critiche e ai dubbi che stanno emergendo dopo che il progetto è stato svelato. A partire da quelli del suo successore alla presidenza della Provincia, Marco Magrini, che pur non polemizzando ha definito «un falso problema» quello del doppio capoluogo.

La risposta a Magrini

«Non è una questione solo di denominazione ma di ottenere più risorse per la città di Busto Arsizio – così Antonelli replica all’attuale numero uno di Villa Recalcati – parla di fare le cose insieme ma quello è un altro discorso, e mi scoccia che Magrini non capisca questa differenza. Non si preoccupi sul fatto che staremo insieme e lavoreremo in rete con le altre città, ma il fatto di essere capoluogo porterebbe vantaggi alla nostra città, che merita come Varese». Nello specifico Antonelli parla di «finanziamenti a cui accedere, personale delle forze dell’ordine a disposizione tenendo conto che Busto è una città più grande e importante di Varese sotto diversi punti di vista, ma anche possibili sedi di uffici di livello provinciale di enti e istituzioni. Insomma, essere capoluogo porta benefici che una città come Busto Arsizio oggi non ha e che invece potrebbe avere e merita di avere. È un qualcosa in più per Busto Arsizio che a Varese e alla provincia peraltro non costa niente».

Le repliche al PD

Rispetto alle critiche del PD di Busto Arsizio il sindaco Antonelli affila la lingua: «Boutade? Io non ne ho mai fatte che poi non ho portato a termine. Ne abbiamo dette tante di boutade, sì, ma poi ne abbiamo concretizzate tante, anzi tutte». Alle accuse di propaganda il primo cittadino bustocco non ci sta: «Nessuno spot elettorale, non ne abbiamo bisogno perché abbiamo lavorato bene in questi dieci anni, è semplicemente una proposta che si può concretizzare tra uno, due o tre anni, l’importante che si arrivi al risultato. Se quelli del Pd studiassero, saprebbe che avremmo tutta una serie di benefici sia economici che amministrativi a favore della città. Ma come al solito escono a parlare senza sapere come stanno le cose».

Sul tema dei servizi carenti, sollevato dai Dem, Antonelli ribatte: «È incredibile che parlino di carenze, quando siamo noi come Comune che abbiamo dato alle forze dell’ordine delle meravigliose sedi in cui operare. E se dovessimo diventare capoluogo di provincia gli organici verrebbero potenziati per arrivare al livello di Varese». E al PD che tira in ballo le carenze sulle infrastrutture sportive, il sindaco è tranchant: «Siamo da sempre la città con le strutture sportive migliori della provincia e adesso tirano fuori questo argomento solo perché la piscina deve essere sottoposta a manutenzione, ma si dimenticano che tra tre mesi inauguriamo l’ennesima opera sportiva della città, il Palaginnastica. Quando farò il discorso inaugurale citerò il carissimo, e impreparato, segretario del PD Pedotti, ripetendo queste sue frasi sulle infrastrutture sportive».

Infine un altro avvertimento: «Per il PD questo progetto non vedrà la luce entro questa legislatura? Stiano sereni, perché tra un anno il centrodestra rivincerà le elezioni, a Busto Arsizio e a Roma, e non sarà un loro problema, porteremo avanti questo progetto e lo porteremo a casa insieme ai sindaci delle altre città, di tutti gli schieramenti, che ci sosterranno non per ragioni politiche ma semplicemente perché è una proposta giusta e sacrosanta. Non si preoccupino, Pedotti e C., che non gli lasciamo del lavoro da fare».

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