BUSTO ARSIZIO – «La Casa di Comunità non è solo Continuità Assistenziale. E non è una scatola vuota, tutt’altro». La direzione di ASST Valle Olona chiarisce ruolo e funzioni della struttura di viale Stelvio, a seguito della denuncia del capogruppo di Forza Italia a Busto Arsizio Marco Lanza su una mancata visita ad una donna che si è presentata alla Casa di Comunità di viale Stelvio, dove ha sede il servizio della ex “guardia medica”. «Il ricorso al numero 116117 è un modello previsto e raccomandato a livello nazionale – fa notare l’azienda sanitaria bustocca – la presentazione diretta in sede senza chiamata, di norma, non dovrebbe avvenire. Perché il pre-triage riduce accessi impropri e sovraffollamenti».
Non solo “guardia medica”
ASST ci tiene a sottolineare che il polo di viale Stelvio «sta diventando un vero e proprio hub territoriale, orientato alla prossimità, alla continuità delle cure e alla presa in carico integrata»: da gennaio ad ottobre ha erogato 4.186 prestazioni distribuite tra pneumologia, endocrinologia, medicina interna, reumatologia, ematologia, fisioterapia, logopedia, dietista e ambulatorio infermieristico. Non c’è dunque solo la Continuità Assistenziale, che è attiva solo «nelle fasce serali, notturne, festive e prefestive».
La replica di ASST Valle Olona
In merito alle modalità di accesso alle prestazioni di Continuità Assistenziale, si ritiene opportuno richiamare il quadro normativo vigente, al fine di garantire una corretta e completa informazione ai cittadini.
Il Decreto Ministeriale 23 maggio 2022, n. 77, recante «Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale», stabilisce all’articolo dedicato ai servizi di prossimità che: «il punto di accesso alle prestazioni sanitarie non urgenti è garantito attraverso il numero europeo armonizzato 116117», cui è attribuita la funzione di valutazione preliminare e di attivazione del percorso assistenziale più appropriato (consulenza telefonica, ambulatoriale o domiciliare).
Il ricorso al numero 116117 è un modello previsto e raccomandato a livello nazionale. La presentazione diretta in sede senza chiamata, di norma, non dovrebbe avvenire. Questo perché l’accesso alle sedi di Continuità Assistenziale tramite chiamata al 116117 riduce attese, spostamenti e rischi per i cittadini, garantendo sicurezza e continuità di cura. Per il sistema sanitario, il pre-triage ottimizza le risorse, aumenta l’appropriatezza degli interventi, riduce accessi impropri e sovraffollamenti, e consente tracciabilità e pianificazione efficace dei servizi.
È importante sottolineare che la Continuità Assistenziale è soltanto uno dei servizi presenti nella Casa della Comunità. Il suo ruolo è specifico e circoscritto: fornire assistenza medica nei giorni e negli orari in cui gli studi dei Medici di Medicina Generale non sono attivi, garantendo così la copertura nelle fasce serali, notturne, festive e prefestive. La CdC, dunque, non si identifica con la sola Continuità Assistenziale, ma offre un ampio spettro di servizi strutturati e integrati che operano durante tutto l’arco della settimana, in coordinamento con i medici di famiglia.
La Casa della Comunità di Busto Arsizio, situata in Viale Stelvio, inaugurata a maggio 2025 nella nuova sede ha visto un importante sviluppo organizzativo e professionale che la sta trasformando in un presidio territoriale completo, capace di offrire una risposta ampia, coordinata e di prossimità ai bisogni sanitari della popolazione. Non è solo un luogo di accesso ai servizi, ma un nodo di integrazione in cui professionisti, percorsi clinici e modelli assistenziali lavorano in continuità per migliorare qualità, appropriatezza e presa in carico.
Negli ultimi mesi la struttura si è arricchita di numerose discipline specialistiche, rendendo più accessibili sul territorio consulenze e follow-up che in passato richiedevano necessariamente un accesso ospedaliero. Oggi nella Casa della Comunità sono presenti ambulatori di medicina interna, pneumologia, cardiologia, endocrinologia, ematologia e reumatologia, che consentono una gestione precoce, integrata e multidisciplinare delle patologie croniche più diffuse. Accanto alle specialità mediche trovano spazio professionisti dell’area della riabilitazione e della nutrizione, come logopedisti, dietisti e fisioterapisti, che completano il percorso assistenziale con interventi educativi, riabilitativi e di supporto alla qualità della vita. Inoltre la CdC è sede di ambulatori vaccinali attivi da lunedì a venerdì.
Parallelamente, la Casa della Comunità sta consolidando il proprio ruolo nella gestione delle patologie prevalenti grazie agli ambulatori dedicati, che permettono percorsi rapidi e coordinati per pazienti con BPCO, scompenso cardiaco, patologie respiratorie, disturbi metabolici e malattie reumatologiche. Questi servizi lavorano in stretta connessione con gli ambulatori infermieristici, fondamentali per medicazioni, somministrazioni di terapie, educazione terapeutica e supporto all’aderenza. L’infermiere di famiglia e di comunità contribuisce inoltre alla presa in carico dei pazienti cronici e fragili, creando un ponte tra la struttura, i medici di medicina generale e il domicilio.
Un’attenzione particolare è dedicata ai pazienti più complessi, ai cronici multipatologici e ai cosiddetti “frequent user” del Pronto Soccorso. Attraverso un modello di case management e la collaborazione tra internisti, infermieri, assistenti sociali e medici di famiglia, la Casa della Comunità favorisce la costruzione di percorsi personalizzati, facilita il follow-up post-dimissione, riduce accessi impropri alle strutture ospedaliere e garantisce continuità assistenziale nei momenti critici.
Lo sviluppo dell’oncologia di prossimità rappresenta un ulteriore ampliamento dei servizi: i pazienti oncologici ed ematologici possono accedere a follow-up territoriali, gestione degli effetti collaterali a bassa complessità, supporto nutrizionale e prestazioni infermieristiche.
Anche la psicologia delle cure primarie è entrata stabilmente nei percorsi della Casa della Comunità, offrendo valutazioni di primo livello, interventi brevi di supporto, attività di orientamento verso i servizi specialistici quando necessario. Questo servizio contribuisce a una presa in carico realmente integrata, capace di rispondere anche ai bisogni emotivi e relazionali dei cittadini.Grazie a questa crescente articolazione disciplinare e multiprofessionale, la Casa della Comunità di Viale Stelvio sta diventando un vero e proprio hub territoriale, orientato alla prossimità, alla continuità delle cure e alla presa in carico integrata, offrendo ai cittadini un accesso più semplice, più vicino e più completo ai servizi sanitari.
Tale modello è presente anche su altre realtà dell’ASST come Cassano Magnago, Lonate Pozzolo e Saronno. Caratterizzando ciascuna realtà con progetti specifici.
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