Casa, a Varese tanta domanda ma non si costruisce. Gli stranieri comprano sul lago

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Non sono tanti i cantieri aperti per nuovi immobili a Varese e provincia

GAZZADA SCHIANNO – La domanda è dinamica, ma l’offerta degli immobili in vendita è rallentata: le gru attive sul territorio sono poche. E così quella quota limitata che finisce sul mercato subisce inevitabilmente un aumento di prezzo. È la tendenza dell’immobiliare in provincia di Varese che emerge dal monitoraggio effettuato dall’associazione di categoria Fiaip. Che oggi, mercoledì 25 marzo, ha presentato le ultime tendenze del settore a Villa Cagnola a Gazzada (qui sotto le interviste). 

Tanta domanda, poca offerta

La presidente provinciale Isabella Tafuro si è soffermata proprio sul rapporto domanda-offerta. «C’è difficoltà a mettere immobili in vendita. Il nuovo è fermo, con le politiche regionali del non insediamento e non utilizzo dei suoli lo scenario prossimo è il ristrutturato. Cantieri ce ne sono pochissimi». Con qualche eccezione però. «Ci sono territori come Cassano Magnago dove le imprese acquistano terreni e costruiscono. E qui, insieme a Caronno Varesino, ci sono i prezzi più contenuti: poco superiori a 1050 euro al metro quadrato. I più alti sono a Ranco, con 2916 euro». A livello provinciale a inizio 2026 il prezzo di vendita medio è di 1727, con una crescita del 5,7% rispetto al 2025. Il mercato predilige immobili con efficienza energetica medio-alta, mentre sono penalizzati gli immobili vetusti anni ’70.

A Varese si investe sul mattone

Luca Simioni, presidente Fiaip Lombardia ma prima ancora profondo conoscitore delle dinamiche del mercato di Varese città, ha fatto il punto sul capoluogo. Come prima casa va per la maggiore il trilocale. Ma anche i tagli più piccoli come monolocale e bilocale ad uso investimento. «Le zone migliori sono quelle adiacenti a università e ospedale: viale Borri, Giubiano e l’area intorno al centro, dove sono elevatissime le richieste di bilocali, con immobili che non stanno sul mercato più di 20 giorni e si vendono dopo 10-15 visite». Chi vuole investire sul mattone lo può fare dunque con prezzi contenuti, acquistando tra gli 80mila e i 120mila euro e poi affittando alle categorie professionali che cercano un posto in zona, soprattutto operatori sanitari. «Con affitti da 500 fino a 800 euro al mese: quindi un’ottima resa». Anche Simioni sottolinea la carenza di immobili efficienti in classe A e B. «Su Varese abbiamo pochissime gru ormai: è diventato un mercato di scambio e da qui nasce la scarsità dell’offerta. Chi ha cose belle se le tiene». Ma la zona piace, anche ai vip: Simioni svela un retroscena quando racconta che un paio d’anni fa Beatrice Borromeo era interessata ad acquistare una villa in città. Ma poi non se ne fece nulla. Mentre i milanesi si spostano verso Saronno attirati dai prezzi ridotti rispetto alla metropoli.

Stranieri sul lago. Che costa meno di Como

Per quanto riguarda l’area di confine con il Ticino continua il fenomeno già affrontato nel monitoraggio dello scorso anno, con molti svizzeri che cercano casa dall’altro lato della dogana, con una maggiore disponibilità di spesa rispetto agli acquirenti italiani. Tanto che i prezzi da Ponte Tresa a Porto Ceresio e Cantello si discostano molto dalla media. «E diventano a volte sconcertanti», sottolinea Simioni. Per quanto riguarda il Maggiore in particolare a comprare non sono solo gli svizzeri, ma più in generale la clientela straniera. «Da qualche anno – racconta Antonio D’Avino, attivo nel Luinese – abbiamo anche tedeschi, belgi e olandesi che acquistano una seconda casa in prossimità della pensione per poi farla diventare l’abitazione principale. Questo perché qui si sta bene, è una zona vivibile, tranquilla e con un bel clima e il costo della vita è inferiore a quello di altre nazioni». E gli stranieri – in aumento anche gli americani – spesso comprano anche quegli immobili da ristrutturare che ormai gli italiani snobbano. Ad attirarli sul Lago Maggiore oltre alla bellezza del territorio sono anche i prezzi inferiori rispetto ad altre mete  più pubblicizzate. «Vengono qui dopo aver visto i prezzi del Lago di Como e del Lago di Garda». Infine l’impatto degli scenari di guerra internazionali: come ha spiegato Andrea Bisceglia, intermediario credito, i primi effetti si iniziano a vedere. «Per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile le rate sono già aumentate di 25 euro al mese».

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