Cascina Malpensa, la risposta delle istituzioni al crimine

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La simbolica posa della prima pietra a Cascina Malpensa con il generale Luongo e il ministro Giorgetti

di Stefano Candiani*

La simbolica posa della prima pietra oggi a Cascina Malpensa per la caserma dei Carabinieri Cacciatori, che assumeranno tra l’altro l’evocativo nome di “Cacciatori delle Alpi”, rappresenta un traguardo di assoluto valore. Ricordo molto bene il giorno in cui ne parlai per la prima volta col ministro Giorgetti e poi col ministro Crosetto. C’erano stati alcuni episodî criminali legati allo spaccio nei boschi. Fatti particolarmente allarmanti e diffusi che generavano un clima di sfiducia nei nostri paesi. La risposta delle istituzioni fu efficace: arrivò attraverso l’impiego dei Carabinieri Cacciatori distaccando uomini da Calabria, Sardegna, Puglia e Sicilia e impiegandoli con azioni mirate nei territori più impervi della provincia.

Poco dopo la riflessione sulla opportunità di costituire un raggruppamento permanente a Malpensa per essere impiegato nel reprimere il crimine e lo spaccio di droga nelle zone impervie del Nord Italia. Ne parlai ancora al ministro Giorgetti. Che condivise l’idea col ministro della difesa e con il comandante generale dell’Arma Teo Luzi. Ne seguì una costante richiesta di impegno al governo per dar corso al progetto, di cui mi feci interprete, con più atti parlamentari, fino all’inserimento nel bilancio dello Stato delle risorse e nei programmi dell’Arma della programmazione necessaria.

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Stefano Candiani

Oggi la posa della prima pietra a cui ho partecipato col cuore mentre in contemporanea ero alla celebrazione della Festa della Regione con l’attribuzione della Rosa Camuna, di cui quest’anno una menzione speciale è stata attribuita a mio papà per 70 anni di successi della ditta Candiani.
Un ringraziamento di cuore ai ministri Giorgetti e Crosetto per avere creduto in questo progetto che, meritoriamente rappresenta la risposta concreta della politica di governo per affrontare e risolvere i problemi di sicurezza.

Una risposta corale che é anche la dimostrazione che quando si crede in un progetto, anche molto ambizioso, se si insiste con tenacia, si arriva alla meta. È il “mai mulà” che Bossi usava per spronare la Lega. Sono felice di non avere mai mollato. Sono felice di ringraziare per questo traguardo il ministro Giancarlo Giorgetti, il nostro ministro, per le belle parole spese oggi a Cascina Malpensa. E per la concretezza dimostrata!

*deputato della Lega

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