CASORATE SEMPIONE – Da una paio di settimane è presidente di turno del Cuv. E subito parte all’attacco. Prima, il sindaco di Casorate Sempione, Dimitri Cassani, spiega il significato di «venditori di fumo», riferendosi a «persone le cui parole non portano a reali risultati». Poi affonda il colpo evidenziando ciò che è «veramente inaccettabile», ovvero: «La gestione degli organi tecnici aeroportuali, Enac ed Enav, soggetti a cui spetterebbe il compito di risolvere i problemi evidenziati dai componenti della Commissione, in particolare dai sindaci che partecipano in veste di rappresentanti dei cittadini. Qualcuno che non ha la minima idea di quello che facciamo in Commissione e che, probabilmente, pensa andiamo a fare presenza: non sa quante volte abbiamo sollevato il problema del mancato rispetto delle rotte (Sid) del rateo di salita, del rumore e del disagio che tutto questo provoca alle persone residenti nei nostri comuni». Ed è pronto ad andare fino in fondo, dice: «Fin dove siamo disposti ad arrivare? Anche alla sede giudiziaria se veniamo costretti, auspicando di poterlo evitare ma convintamente disposti a farlo. La misura è colma e siamo a un punto di non ritorno».
Cassani affonda il colpo
Ecco la nota integrale di Dimitri Cassani:
L’espressione “venditori di fumo” si usa correntemente riferendosi a persone le cui parole non portano a risultati reali.
Abili imbonitori che ti mostrano qualcosa facendoti credere di essere ad un passo dalla soluzione del problema ma che, alla fine, lasciano il problema irrisolto.Questa affermazione la faccio consapevolmente, da presidente di turno del CUV e dopo 11 anni di partecipazione a riunioni, tavoli tecnici e commissioni aeroportuali.
Durante l’ultima riunione del CUV, quella in cui mi sono state passate le consegne, ho esposto agli altri Sindaci presenti, quello che avevo riportato nel programma elettorale, il CUV per diventare un vero organismo di gestione territoriale, deve essere riformato profondamente, partendo dallo statuto, vecchio di 43 anni e della convenzione scritta 30 anni fa.
Dobbiamo necessariamente cambiare il paradigma del rapporto con il gestore aeroportuale, oggi totalmente “Malpensa centrico” e far si che a prevalere siano le esigenze del territorio.Quello che però è veramente inaccettabile è la gestione degli organi tecnici aeroportuali, ENAC ed ENAV, soggetti a cui spetterebbe il compito di risolvere i problemi evidenziati dai componenti la commissione, in particolare dai Sindaci che partecipano in veste di rappresentanti dei cittadini.
Qualcuno che non ha la minima idea di quello che facciamo in commissione e che, probabilmente, pensa andiamo a fare presenza, non sa quante volte abbiamo sollevato il problema del mancato rispetto delle rotte (SID) del rateo di salita, del rumore e del disagio che tutto questo provoca alle persone residenti nei nostri comuni.
Quasi sempre la discussione si è animata con toni anche accesi, tutte le volte ci hanno mostrato il lavoro che stanno facendo ma ad oggi il problema è ancora presente, ben lungi dall’essere risolto, specialmente durante la “summer” con voli passeggeri effettuati da vettori stagionali che delle regole esistenti, se ne infischiano bellemente.
Certo, le condizioni meteo non aiutano, ma lo stesso vale per le persone residenti nei nostri territori, persone che nei momenti di maggior traffico, con i decolli schedulati ad 1 minuto di distanza, sono nelle proprie case o nei giardini e sono, giustamente esasperate.
Chi pensa che la cosa sia facilmente risolvibile, può farsi avanti, noi rappresentanti istituzionali invece sappiamo che dobbiamo confrontarci con un GIGANTE, una realtà che dispone di mezzi infinitamente superiori a nostri e che non si spaventa facilmente, ciò nonostante ho personalmente ricordato in Commissione Aeroportuale che il mio giuramento di fedeltà è stato alla REPUBBLICA e non a SEA e proprio per questo ho il dovere di mettere al primo posto le persone che rappresento, i miei cittadini.
Fin dove siamo disposti ad arrivare? Anche alla sede giudiziaria se veniamo costretti, auspicando di poterlo evitare ma convintamente disposti a farlo, la misura è colma e siamo arrivati ad un punto di non ritorno!
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