CASSANO MAGNAGO – L’esclusione di Cassano Magnago da Sieco, società pubblica per la gestione dei rifiuti fondata proprio dal Comune nel 2005, «non è stata una scelta ma un obbligo a cui non potevo sottrarmi. Ci sono delle leggi e uno statuto che io sono tenuto a far rispettare». Lo ha detto l’amministratore unico, Fabio Giordani, ieri sera 19 novembre all’assemblea pubblica organizzata da Acli e Legambiente.
Nessun contenzioso
Si è trattato di fatto un monologo senza contraddittorio, visto che l’amministrazione comunale «in accordo con i nostri avvocati» ha disertato l’incontro sostenendo «che il Comune e la Società sono nel pieno di un contenzioso che avrà anche risvolti e conseguenze legali». Dichiarazioni del sindaco Pietro Ottaviani che Giordani, sul palco dell’oratorio San Carlo insieme ai giornalisti Roberto Morandi ed Elisa Ranzetta, ha smentito: «Non c’è alcun contenzioso legale. C’è un confronto, anzi c’era perché da parte del Comune non ci sono più interlocuzioni ufficiali da tempo. Noi invece abbiamo ribadito anche davanti al prefetto la volontà di trovare un accordo».

Prezzi più alti
Se nell’immediato gli effetti sulla Tari dello scontro Sieco-Comune non si vedono ancora, l’amministratore unico della società pubblica ha detto a chiare lettere ai cassanesi che – qualunque sarà il nuovo gestore – dovranno aspettarsi bollette molto più care. «Il problema è che nel 2013 il Piano economico finanziario era di 2,2 milioni di euro, dieci anni dopo è aumentato di soli 60mila euro. Soltanto con gli adeguamenti Istat, sarebbe dovuto essere di 2,57 milioni di euro, ma così non è stato», a discapito degli altri Comuni soci dove invece gli aumenti si sono visti eccome. Ecco perché Sieco, pur continuando a garantire il servizio in attesa di chi subentrerà al suo posto, «non fa più quello che ha sempre fatto e che per retaggio del passato non veniva pagato», come per esempio la pulizia senza costi aggiuntivi nel post-manifestazioni o la presenza dell’operatore ecologico a piedi la domenica mattina. Se la città è più sporca, come anche Acli e Legambiente hanno sottolineato a inizio serata, uno dei motivi è anche questo.
Acli contro Comune
Proprio gli organizzatori dell’assemblea hanno stigmatizzato l’assenza dell’amministrazione comunale e le parole del sindaco («Sono due associazioni che non hanno mai nascosto le proprie simpatie politiche»). Così Maurizio Toniato delle Acli: «Sono dichiarazioni che ci fanno arrabbiare, lascio a voi il giudizio. Chiediamo chiarimenti e ci viene risposto che facciamo propaganda politica. Forse dimenticano che essere informati è un diritto di ogni cittadino e che in questa diatriba si è perso di vista il fatto che tra i due litiganti in mezzo ci sono i cassanesi».
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