Cassano, il Comune perde la ricevuta della multa e pretende 600 euro dal cittadino 

Cassano multe ingiunzioni pagamento

CASSANO MAGNAGO – Proprio per evitare problemi pagò la multa all’Ufficio Economato in municipio. Ma si sbagliò di grosso. Due anni dopo il Comune le chiede 611 euro, praticamente il doppio, attraverso una ingiunzione di pagamento, inserendola nella lista dei morosi che secondo la polizia locale non avrebbero onorato la sanzione al Codice della strada regolarmente ricevuta a casa. Ma il condizionale, a questo punto, è d’obbligo. Perché quanti sono nelle sue stesse condizioni? «Sono andata l’altro giorno in Comune a chiedere spiegazioni e in coda dietro di me c’erano due anziani con lo stesso foglio in mano. E anche loro sono certi di aver pagato». 

Documenti persi 

Succede a Cassano Magnano e a raccontare la sua disavventura con la malaburocrazia è una cittadina, Michela Copes. Anche lei rientra tra le oltre 3.600 persone che in questi giorni stanno ricevendo per conto del Comune dalla Creset, società di recupero crediti, salate ingiunzioni di pagamento attraverso cui l’ente punta a recuperare oltre mezzo milione di euro di multe che, secondo la polizia locale, gli automobilisti non avrebbero mai pagato negli anni scorsi. Ma nel suo caso, è evidente, l’errore è palese ed è a carico del Comune, che avrebbe perso la ricevuta del suo pagamento. E che ora, senza nemmeno fare uno straccio di verifica (avendo pagato all’Ufficio economato con il bancomat la transazione è tracciata) le richiede attraverso un provvedimento monitorio, facendo leva sul fatto che il trasgressore è tenuto a conservare la documentazione per cinque anni. Il tutto, naturalmente, raddoppiando la cifra, perché ai 340 euro di sanzione iniziale bisogna aggiungerne 238 di maggiorazione, 9,8 di spese e 23,51 di chissà quali altri costi. 

Burocrazia assurda 

Ma non è finita qui. Perché certa di essere nella ragione e con tutti i documenti diligentemente conservati, martedì mattina la donna si è recata all’Ufficio Economato a Palazzo Mazzucchelli convinta di risolvere la questione in pochi istanti con un rapido controllo e una firma del funzionario. Nient’affatto. «Non è di nostra competenza: deve andare al comando di polizia locale», le rispondono dallo sportello. «Ma non è qui in municipio, è in via Volta. E poi oggi è chiuso». Passano così altri due giorni e tempo prezioso sottratto al lavoro. Ma anche dai vigili la cassanese si è scontrata contro il muro della burocrazia. «Non è a noi che deve rivolgersi, per bloccare l’ingiunzione deve scansionare tutto e mandare una Pec alla Creset. Poi loro manderanno a noi la documentazione (che lei aveva tra le mani, ndr) e noi verificheremo». Oltre all’arrabbiatura, a quel punto il pensiero della cittadina va a quei due anziani che erano in coda insieme a lei due giorni prima e che non hanno nemmeno il computer in casa. Pec, scansioni, verifiche: ma non sarebbe stato sufficiente una fotocopia e magari anche porgere le scuse

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