CASTANO PRIMO – Acque sempre agitate nella politica castanese. Mentre la maggioranza di centrodestra fa quadrato intorno ai dipendenti del Comune, parte delle opposizioni hanno lasciato polemicamente l’aula del consiglio comunale di ieri, mercoledì 27 novembre (nella foto).
«Tecnici trascinati in diatribe politiche»
«Dal 10 giugno (data delle ultime elezioni, nda) è ormai diventata una prassi, per alcune opposizioni, criticare e giudicare in maniera negativa e supponente l’operato degli uffici comunali – attacca Castano di Centrodestra – Si tratta degli stessi uffici che fino a poco tempo fa lavoravano assiduamente per raggiungere gli obbiettivi delle precedenti amministrazioni».
A sostegno delle proprie osservazioni, la maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Colombo porta i seguenti episodi concreti: «Richieste ai tecnici che nulla hanno di tecnico, ma con finalità politiche e con la chiara manifestazione della mancanza di conoscenza delle pratiche amministrative; incursioni negli uffici; tentativi di esporre i responsabili di area a diatribe esclusivamente politiche; in ultimo, accuse di malfunzionamenti dei sistemi informatici creati ad arte dai dipendenti conniventi con l’amministrazione. Capiamo che sia difficile accettare che le nostre visioni amministrativo/politiche possano essere differenti dal caos che regnava fino al 10 giugno – incalza lo stesso gruppo – ma non è accettabile in nessun modo che i vecchi amministratori e alcune opposizioni (Già amministratori e Mai amministratori) provino in ogni modo a mettere in dubbio il lavoro di dipendenti comunali, tecnici e professionisti che agiscono in totale collaborazione con le forze politiche, ma lontano da qualsivoglia connivenza e assolutamente entro i confini della legalità».
Ma Pignatiello: «Che voltafaccia sulla moschea»
Da parte sua, il “Già sindaco” (come si definisce) Giuseppe Pignatiello riassume in questi termini quanto deciso ieri in consiglio Comunale. «Non ci sono 6.000 euro per le borse di studio, ma ne trovano 200.000 per parchimetri, digitalizzazione, adeguamento di progetti nostri. Non facciamo lo strumento religioso ma lo chiamiamo localizzazione, dicendo chiaramente che l’amministrazione Pignatiello aveva ragione con buona pace dei consiglieri di maggioranza, che dopo aver sbraitato per mesi sui social alzano la mano per dire sì alla moschea, provando però a perdere tempo e rischiando di pagare importanti risarcimenti. Tutto questo in un silenzio imbarazzante e con l’uscita dall’aula della nostra Carola Bonalli (unica consigliera della lista dell’ex sindaco Insieme Progettando Castano) e dei due rappresentanti di Attivamente, le uniche vere opposizioni in consiglio comunale»: una frecciata indiretta, ma profonda, all’altro gruppo di opposizione Che bella Castano! guidato da Alessandro Landini.
«La cosa più assurda – prosegue Pignatiello – è che inseriscono lo strumento religioso anche nel Dup-Documento unico di programmazione, con buona pace di tutti i cittadini che hanno preso in giro per anni. Sono cadute le maschere ma, guarda caso, la registrazione non funzionava e i cittadini non hanno potuto vedere nulla. Un consiglio comunale che racconta molto bene chi sono e cosa fanno. Una amministrazione senza idee, pronta solo ad attaccare gli altri e a vivacchiare sulle promesse di odio fatte in campagna elettorale che sa bene di non poter mantenere».
Castano Primo piange lo storico prevosto don Giuseppe Monti, «guida di tutti»
