CASTELLANZA – Forza Italia dà il benservito a Paolo Colombo. E lo fa con un blitz, c’è chi racconta con un semplice messaggino, subito dopo il primo giorno dell’anno. Motivo? Questione politica: pare che il commissario non sia più in sintonia con la linea del partito di Berlusconi, ovvero: “troppo civico”.
Primo tassello
A ereditare il ruolo di commissario azzurro nella città che si appresta ad andare al voto, raccontano i ben informati, pare sia Matteo Sommaruga, ex Lega, e uomo molto vicino al neo forzista (ed ex leghista) Marco Reguzzoni, tanto da essere tra i sostenitori dei Repubblicani (reguzzoniani). Insomma, quello che un tempo fu definito l’enfant prodige del Carroccio (Reguzzoni) dimostra di non essere entrato in Forza Italia per “pettinare le bambole”. Sommaruga non è castellanzese, ma ha svolto la sua attività sia professionale di amministrazione condominiale, sia politica ai tempi della Lega in città.
Il sacrificio
Difficile dire come l’abbia presa Paolo Colombo: il suo telefono squilla a vuoto. Non bene evidentemente. Anche perché a Castellanza, oltre che essere stato candidato sindaco nel 2016, a capo di una lista civica sostenuta (il simbolo c’era) anche da Forza Italia, quando Mirella Cerini vinse per la prima volta, ha da sempre tenuto (alto o basso dipende dai punti di vista e dalle circostanze vissute dal partito) il vessillo forzista. Per anni, o meglio, negli anni più complicati che ha attraversato il partito è stato forse l’unico a guardia del barile (ormai “vuoto”), cercando di mettere in campo, a ogni tornata elettorale, il meglio. Insomma ha fatto il fuoco con la legna che aveva.
Civico ma anche troppo
Qualcuno dirà che “nemmeno è andato a cercare altra legna”. Forse vero, fino a qualche mese fa, quando ha iniziato a lavorare al progetto Siamo Castellanza. Un percorso civico (e il punto pare stia proprio qui) e anche troppo. I partiti, infatti, davanti ai paletti fissati dal leader Paolo Pagani (il candidato sarà lui) e condivisi anche da Angelo Soragni (Lega) e Paolo Colombo, arrivano dopo. Di certo la Lega che dopo un flaccido braccio di ferro ha fatto buon viso a cattiva sorte e si è aggregata. Fratelli d’Italia per ora sta alla larga (deve risolvere il nocciolo Luciano Lista) e Forza Italia, per lo meno ad alti livelli, non si era ancora espressa. Anzi, l’ha fatto commissariando (o annunciando il suo commissariamento) l’uomo che ha dato avvio al percorso (chissà se prima l’ha condiviso con i provinciali ndr).
Pare, tornando a bomba, che il provinciale voglia marcare la propria identità politica. Se fosse vero Forza Italia sarebbe come una maionese impazzita: non si capisce più quanti grammi di civismo occorrono in questo partito che sta crescendo per numero di tessere, ma deve fare ancora tanta strada per ricostruire il proprio dna politico.
