Castellanza, due ministri da Area Giovani alla Liuc. Giorgetti: «Temo la recessione»

CASTELLANZA – «Se va avanti così sull’energia, arriverà una grave recessione, temo». Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, lo ha detto solo davanti alle telecamere al termine della tavola rotonda sul futuro che ha dato il via al festival di Area Giovani alla Liuc. Forse per non rovinare la “festa” agli intraprendenti “under 35” dell’associazione castellanzese con troppo pessimismo sul presente. Anche se aveva appena rivelato: «Se questa sera firmassero un accordo di pace duraturo saremmo tutti più contenti e probabilmente non avremmo bisogno di misure eccezionali».

L’intervista a Giorgetti

Poche parole sulla situazione politica, come nel suo stile, da parte del ministro di Cazzago Brabbia, che alla vigilia del suo viaggio a Washington parla di «una situazione di una complessità inusuale, che richiede risposte determinate, coordinate ma anche urgenti». Una sorta di “fate presto” rivolto anche all’Europa, che si trincera dietro alle regole del patto di stabilità: «Si può derogare solo in caso di grave recessione – fa notare Giorgetti – ma se avanti così con la questione dell’energia la grave recessione arriverà, temo».

La tavola rotonda

L’occasione per venire a Castellanza è stata l’apertura del festival per i dieci anni di Area Giovani, che ragionerà fino a domenica 19 aprile attorno alla domanda “Quale futuro vogliamo costruire?”. La prima sorpresa l’ha fatta proprio Giorgetti, portandosi dietro un altro ministro, il responsabile dello sport e dei giovani Andrea Abodi, ad arricchire una tavola rotonda – moderata da Matteo Inzaghi – che vedeva già la presenza della rettrice della Liuc Anna Gervasoni e del delegato all’educazione e open innovation di Confindustria Riccardo Di Stefano. Di fronte ad una platea con tanti sindaci partner di Area Giovani (oltre alla “padrona di casa” Cristina Borroni di Castellanza, anche Emanuele Antonelli di Busto Arsizio, Andrea Cassani di Gallarate e Marco Scazzosi di Marnate) sono arrivati anche il consigliere regionale Emanuele Monti e il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

Il dibattito sul futuro

La Liuc, spiega il presidente di Area Giovani Luca Signorini, «non è stata una scelta casuale, è un luogo che rappresenta perfettamente l’incontro tra formazione, impresa e prospettiva». E il presidente onorario e fondatore dell’associazione, Alessio Gasparoli, ricorda che «noi giovani non siamo il futuro, siamo già il presente». Il dibattito vola alto e guarda a una prospettiva di futuro che è «il cuore del piano strategico della Liuc che stiamo scrivendo in questi giorni», come fa notare la rettrice Anna Gervasoni. «Le relazioni sono fondamentali, sia livello verticale che orizzontale – sottolinea il ministro Giancarlo Giorgetti – da una parte c’è bisogno di buoni esempi, di maestri che guidano, ispirano, insegnano, dall’altra di relazioni umane e sociali, di reti sul territorio».

Il ministro dello sport e dei giovani Andrea Abodi non si tira indietro nemmeno dal citare il clamoroso fallimento della Nazionale del pallone, che paga «un’arretratezza che si è determinata negli anni: si raccoglie quello che si semina, nel calcio come nelle imprese». Il suo è l’intervento più politico: «Dobbiamo evitare di spacciare illusioni – afferma, riferendosi all’azione del governo – noi non siamo abituati all’eloquenza di chi pensa di sconfiggere la povertà o a rilanciare settori indebitando le future generazioni, ma abbiamo pensato di adottare un metodo». Il rappresentante di Confindustria Riccardo Di Stefano è il più concreto e cita la «riforma del 4+2» degli ITS come «una boccata d’ossigeno per chi fa impresa» e un «motivo di ottimismo per il futuro». Anche perché i dati che riporta sono allarmanti: i giovani sono appena il 20,6% della popolazione e nel 2070 scenderanno al 18,6%, mentre le imprese guidate da “under 35” sono crollate dalle 640mila del 2014 alle 486mila attuali. Giorgetti allora cita Einaudi sul tema dell’imprenditorialità e del rischio: «Vale anche in politica. Se i giovani si allontanano, domineranno i pensionati pensando ai loro interessi».

L’ottimismo di Fontana

A portare una ventata di «ottimismo» ci pensa il governatore Attilio Fontana: «Lo dico da lombardo, ma in Lombardia, in fondo, nonostante tutti i casini che stanno succedendo nel mondo – diciamolo sottovoce – le cose stanno andando ancora bene. Quindi se c’è la determinazione dei lombardi, la capacità, l’impegno e l’entusiasmo per il futuro, le cose si possono realizzare».

Castellanza, dieci anni di Area Giovani con un Festival. Tra pace, Giorgetti e Cottarelli

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