Castellanza, in aula il ricordo di Mirella Cerini e le ultime scintille prima del voto

CASTELLANZA – Il ricordo di Mirella Cerini unisce, la campagna elettorale incombente divide. Ultima seduta consiliare nella sala delle colonne di palazzo Brambilla all’insegna delle scintille pre-elettorali, con il rendiconto di gestione del bilancio 2024 che diventa il terreno di scontro sui conti del quadriennio dell’amministrazione Cerini, portata alla conclusione dalla vicesindaco Cristina Borroni. «I risultati ci sono ma c’è ancora tanto da lavorare» ammette la reggente, ricandidata per diventare sindaco.

Il ricordo di Mirella Cerini

Tutti uniti solo su un tema, il ricordo dell’indimenticata Sindaca Mirella Cerini, scomparsa improvvisamente il 25 aprile 2024. A un anno di distanza, la sua figura è stata ricordata nelle comunicazioni iniziali sia dal capogruppo di “Partecipiamo” Luigi Croci, «ha lasciato un vuoto incolmabile», sia dal consigliere di opposizione (gruppo misto) Raffaella Radaelli, «ci manca molto». Da Croci sono arrivate parole di ricordo anche per Alessandro Colombo, lo storico responsabile della comunicazione del Comune, anch’egli recentemente scomparso.

Scintille sul rendiconto

E se le comunicazioni di inizio seduta sono servite anche per un appello di Croci (Partecipiamo) ad «andare a votare», all’indomani di un 25 Aprile che arriva in un periodo di rigurgiti nazifascisti ma anche ad «una campagna elettorale adeguata e non offensiva, come sta avvenendo sui social» da parte di Radaelli (SìAmo Castellanza), il rendiconto di gestione è stato il terreno di confronto/scontro su un bilancio di quasi quattro anni di amministrazione Cerini-Borroni. «Abbiamo garantito servizi e realizzato, o messo le basi, per importanti opere, rispettando il mandato e il programma elettorale nonostante il poco tempo purtroppo a disposizione – rivendica l’assessore al bilancio Maria Luisa Giani – lasciamo un bilancio che ha molte potenzialità e permetterà negli anni futuri nuove opere e nuovi servizi per la città». «Gli investimenti nelle manutenzioni sono aumentati in tutti i settori dal 2018 a oggi – le fa eco la vicesindaco reggente Cristina Borroni – lo sforzo è stato tanto ma i risultati ci sono. Ma c’è ancora tanto da lavorare. Chiunque ci sarà avrà da impegnarsi molto perché Castellanza richiede molti investimenti». Per Gianni Bettoni, consigliere Dem di Partecipiamo, «una conclusione (di mandato, ndr) corretta, lineare e rispettosa del rapporto con i cittadini». Dall’opposizione non ci sta Paolo Colombo (misto): «La tassazione che grava sulla popolazione è aumentata, la pressione tributaria è salita da 676 euro a 731 euro a cittadino. E poi ci si lamenta che i ragazzi vanno via. Per voi va sempre tutto bene ma non è un bel segnale per Castellanza». Ma Giani confuta i numeri: «La pressione è aumentata solo in astratto, in quelle cifre sono compresi anche gli accertamenti sull’evasione tributaria per andare a colpire chi non pagava le tasse». Pollice verso sul rendiconto anche da Giovanni Manelli (Centro Destra Unito): «Questa maggioranza non affronta in modo adeguato le reali necessità di Castellanza. Servizi sociali, viabilità e sicurezza stradale, sicurezza pubblica». Lo stesso Manelli bacchetta Bettoni giudicando «incomprensibile e fuori luogo» il paragone con le promesse mancate di Giorgia Meloni in risposta alle critiche di Colombo.

Centro Destra disgregato

Intanto nel (fu) Centro Destra Unito rimane solo Giovanni Manelli, esponente di Fratelli d’Italia e capolista della coalizione Castellanza Protagonista che sostiene alle urne Luciano Lista. Dopo l’addio dei tre consiglieri che hanno abbracciato il progetto di SìAmo Castellanza (Angelo Soragni, Paolo Colombo e Raffaella Radaelli), anche Mino Caputo di Castellanza nel Cuore ha abbandonato quello che fino al penultimo consiglio era stato l’unico gruppo di opposizione, dichiarandosi indipendente. «Non sapevo della loro scelta – dice dei tre consiglieri passati al gruppo misto – se me l’avessero chiesto me ne sarei andato io senza problemi». E qualche scintilla non è mancata nemmeno tra gli ex sodali. Lo stesso Caputo, infatti, dopo la disamina critica di Colombo sul rendiconto, lo ha incalzato: «Senza i soldi non si può fare nulla, cosa farebbe se fosse dall’altra parte del tavolo?». Altra dimostrazione del fatto che sarà una campagna elettorale accesa su tutti i fronti.

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