Castellanza, per l’area ex Camilliani ora spunta l’ipotesi della vendita

di Sarah Zambon

CASTELLANZA – “Verrà sicuramente convocata una commissione apposita allargata a tutti, ma non adesso”: così si era espressa la vice sindaco reggente Cristina Borroni in occasione del Consiglio Comunale dello scorso 30 settembre. Le precisazioni sul possibile destino dell’area ex Camilliani si sono rese necessarie in risposta ad una mozione presentata dal consigliere di minoranza Romeo Caputo (Centrodestra Unito per Castellanza), che richiedeva un ulteriore confronto sul sedime, – da anni oggetto di discussione -, scomodando anche il “fantasma” della giunta Farisoglio, che governò la città dal 2006 al 2016, affrontando anche la delicata questione della struttura, senza però arrivare ad una soluzione in merito ad utilizzo e riqualificazione.

Valorizzare o vendere?

L’unica certezza, al momento, è che mettere mano alla Casa dei Castagni di via Gerenzano sarebbe un impegno economico estremamente gravoso, considerato anche che per il suo acquisto era stato acceso un mutuo che negli anni ha gravato pesantemente sul bilancio della Castellanza Servizi e Patrimonio: di qui anche il tramonto dell’ipotesi iniziale di destinare l’area alla nuova sede della Fondazione Moroni, che attualmente non potrebbe, però, investire le cifre necessarie per la realizzazione della RSA di cui si era iniziato a parlare anni fa. Ad ottobre 2020, infatti, la Fondazione aveva comunicato che l’emergenza pandemica del Covid-19 aveva inciso in modo rilevante sulla propria situazione economico-finanziaria, evidenziando la necessità di rivedere i risultati dello studio di fattibilità del 2017, secondo il quale l’operazione era risultata sostenibile.

La perizia

“Appena risolte tutte le pendenze con la Coop Valdocco, che ha occupato gli edifici ex Camilliani fino allo scorso anno, la struttura è stata completamente svuotata e restituita alla CSP“, ricorda la vice sindaco reggente Borroni: “Ed è stata disposta e depositata una perizia di valutazione economica dell’area. Come amministrazione comunale, però, abbiamo chiesto che questa perizia venga verificata anche dall’Agenzia delle Entrate“, per avere una fotografia esatta dello stato dell’arte. Soltanto dopo l’esito di questa verifica si potrà avviare un percorso volto a stabilire se sarà possibile valorizzare l’ex convento o se sarà più logico e conveniente venderlo: solo allora, per prendere una strada o l’altra, verrà quindi convocata una commissione dedicata, aperta a tutti.

La polemica di Caputo

“Sono stati persi anni per dirimere la questione: a questo punto, che non si prendano decisioni prima delle elezioni“, ha tuonato Romeo Caputo, che aveva chiesto che la commissione fosse convocata nell’immediato: “Risolvere le criticità dovrà essere compito dei prossimi amministratori ed oggetto di campagna elettorale.”

La risposta piccata della maggioranza non si è fatta attendere: “Dire che abbiamo perso 8 anni è una falsità: se l’opposizione vuole fare proposte, ben venga!”, ha ribattutto Borroni, sostenuta dal consigliere di Partecipiamo Giandomenico Bettoni, che ha ricordato che le citate criticità erano nate proprio con la giunta Farisoglio e che non sono dipese in alcun modo dall’attuale amministrazione: “È solo polemica: per i percorsi intrapresi in passato, per 6 anni non abbiamo potuto fare niente con l’area ex Camilliani…”. La mozione presentata da Caputo, quindi, è stata respinta con il voto contrario di tutti i consiglieri di maggioranza.

La Casa di Comunità di Castellanza sarà all’ex Audiofonologico di viale Don Minzoni

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