Accoltellamento a Castiglione, uno dei due carabinieri: «Ho difeso il collega»

CASTIGLIONE OLONA – Il coltello utilizzato per ferire in modo quasi mortale un giovane extracomunitario era di uno dei due carabinieri fermati con l’accusa di tentato omicidio. C’è ancora assoluto riserbo sull’accoltellamento avvenuto nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 luglio a Castiglione Olona.

«Ho difeso il collega»

Boschi teatro di spaccio di droga, mentre per il ferimento del giovane extracomunitario, ancora senza nome, sono stati fermati due militari. Un brigadiere e un appuntato. Uno in forza alla compagnia di di Luino, l’altro in quota a Luino da qualche tempo trasferito alla stazione di Malnate. Vanno fatte alcune precisazioni: i due militari non erano in mimetica quando hanno agito e non sono stati arrestati in flagranza di reato. Il fermo per indiziato di reato è scattato circa 15 ore dopo che il giovane ferito era stato trovato da alcuni passanti con conseguente chiamata al 112. Il giovane accoltellato è ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Circolo di Varese. Entrambi i militari erano liberi dal servizio e senza nessun ordine di servizio che giustificasse la loro presenza nei boschi della droga di Castiglione. 

Nessuna mimetica, nessun arresto in flagranza

«Il mio assistito – spiega l’avvocato Fabio Fiore, che difende il militare in forza a Malnate – Mi ha solo detto di essere intervenuto per difendere il collega quando è iniziata la colluttazione. Sul perché i due militari fossero lì è una nebulosa che non potrà essere dipanata prima dell’interrogatorio di convalida». Ed è questa la domanda di fondo dell’intera vicenda: perché i due militari dell’Arma si trovavano lì? Qual era la ragione se, come pare, non erano in missione?

Coltello sotto sequestro

Sul fronte sequestri il procuratore Antonio Gustapane ha spiegato che «Ce ne sono stati». Non droga, forse soldi, di certo il coltello utilizzato per il tentato omicidio. Capo di imputazione di cui sono accusati i due carabinieri che saranno entrambi sentiti dal Gip Marcello Buffa in sede di convalida domani, martedì 9 luglio, a Varese. E forse in questa circostanza sarà chiarito il perché i due carabinieri si trovassero in un luogo di spaccio, fuori servizio, uno dei due armato di coltello.

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