Mi sembra corretto dare notizia dell’arrivo questa settimana, della proposta di archiviazione dell’esposto che feci il 22/03/2021 in merito all’iter progettuale e approvativo del progetto di allargamento del centro sportivo “Galfra” con la creazione di un campo sintetico e il relativo abbattimento di numerosi alberi del Parco delle Rimembranze (successivamente ne sono stati abbattuti di più con l’ausilio di una benna da escavatore).
La proposta di archiviazione verte sull’abrogazione dell’art. 323 del Codice Penale, ovvero l’abrogazione dell’abuso d’ufficio avvenuta il 9 agosto del 2024 con legge n° 114 (la cosiddetta legge Nordio).
L’esposto segnalava alcune irregolarità gravi per lo scrivente, parzialmente ammesse dagli organi comunali, in merito all’iter del progetto. I lavori erano stati finanziati in assenza di approvazione del progetto, non erano stati acquisti i necessari pareri di Soprintendenza, Vigili del Fuoco, il progetto era sprovvisto della necessaria perizia agronomica per l’abbattimento degli alberi del Parco delle Rimembranze. Era stata svolta una gara per l’affidamento dei lavori in assenza di pubblicazione sull’albo pretorio, era stata assegnata la gara in assenza di pubblicazione.
Sono sicuro in questo momento, e lo ero anche nel momento della consegna dell’esposto che, anche se non fosse intervenuta l’abrogazione dell’abuso d’ufficio da parte di Nordio, si sarebbe trovato qualche altro risvolto giuridico per l’archiviazione, come ad esempio le successive e tardive (oltre l’esito della gara) richieste di parere Soprintendenza, parere VVFF, perizia agronomica ecc, ecc.
Allora perché fare un esposto senza la speranza in un esisto positivo?
Le ragioni sono due: la prima è che, ricoprendo all’epoca una carica pubblica, era mio dovere segnalare con ogni mezzo delle irregolarità; l’ho fatto innumerevoli volte prima di arrivare al passo dell’esposto. E ritengo che il passo fatto sia stato oltre che doveroso, corretto e necessario, sia politicamente che culturalmente, inoltre ritengo che la coerenza sia necessaria in politica come nel rapporto con le persone.
La seconda ragione era la speranza, speranza che un passo di questo genere avrebbe indotto una maggior e sostanziale attenzione amministrativa nell’affrontare la progettazione delle opere pubbliche.
Constato dopo oltre cinque anni dall’esposto che c’è stata un’inversione amministrativa nell’affrontare le opere pubbliche fagnanesi, e i risultati lo stanno a dimostrare giustamente. Non c’è stato bisogno di approvare le numerose mozioni presentate in questi anni dal nostro gruppo sul tema, tutto è andato fortunatamente liscio, liscio, forse anche troppo. Risulta oltremodo superfluo citare i successi maggiori come la mensa alle Rodari, la pista ciclabile di via Pasubio, la palestra di via Venegoni, il nuovo piano del traffico, il cinema Apollo, la mancata cementificazione “a cuor leggero”, l’inaugurazione, ormai di due anni fa, della Colonia elioterapica e dei suoi favolosi “bagni anni ’40”, sicuramente poi, nell’anno delle elezioni arriveranno asfaltature, concorsi di idee, skate parks come se piovesse.
Di sicuro degna di nota deve essere l’inossidabile e “ferma” coerenza degli attuali amministratori (giunta ex componenti di giunta e sindaco) a seguito delle elezioni, ma anche di parte di quella “società civile” che doveva conservare e ha conservato dei buoni e proficui rapporti con l’attuale amministrazione.
Paolo Carlesso, Fagnano Olona
