VARESE – La Corte d’Appello di Milano ha confermato la nullità del testamento di un imprenditore del Varesotto, morto nel 2016, stabilendo che l’intero patrimonio, stimato in circa 20 milioni di euro, spetta all’unico figlio, oggi diciassettenne. Respinto l’appello della madre del ragazzo, condannata anche al pagamento delle spese legali.
Il testamento
L’imprenditore aveva lasciato tutti i beni alla compagna, madre del figlio, imponendo però che, alla morte della donna, l’intero patrimonio fosse trasferito al ragazzo, escludendo eventuali altri eredi. La clausola è stata ritenuta una sostituzione fedecommissaria non consentita dall’ordinamento, poiché tale istituto è ammesso solo in casi specifici di tutela di persone incapaci.
Vince il figlio
L’azione giudiziaria era stata avviata dal curatore speciale nominato nell’interesse del minore, dopo l’intervento di uno zio che aveva contestato la validità delle disposizioni testamentarie. Sia il Tribunale di Varese sia la Corte d’Appello hanno ritenuto nullo l’intero testamento, con la conseguenza che l’eredità è stata devoluta direttamente all’unico figlio del defunto, quale erede legittimo.
