GALLARATE – Una lunga malattia si è portata via Gianluca Pierobon, ex ciclista varesino, professionista dal 1989 al 1998. Era nato a Gallarate il 2 marzo 1967 e si era messo in mostra tra i dilettanti vestendo i colori del G.S. Biancorossi-Terziroli-Gemini – squadra che allineava tra gli altri Francesco Frattini, Maurizio Molinari, Francesco Oliverio, Davide Goetz con il giovane junior Stefano Zanini, allenata da Aldo Sassi, che sperimentava un nuovo modo di fare ciclismo – per passare nel 1988 al G.S. Passerini Gomme con cui aveva disputato un buon Giro d’Italia dilettanti e vinto la quinta tappa del Giro della Valle d’Aosta.
Il passaggio a professionista
Buon passista, Pierobon è stato anche un ciclocrossista di livello e ha difeso più volte i colori della nazionale italiana. Nel 1993 il passaggio alla Mecair-Ballan, quindi nel 1994 l’approdo alla Amore & Vita con cui vince la quarta tappa della Vuelta Ciclista a Aragon e poi la crono d’apertura del Giro di Svizzera a Yverdon-les-Bains davanti a Tony Rominger, staccato di 4 secondi, e Wilfried Nelissen. Pierobon chiuse quel Giro al terzo posto alle spalle di Pascal Richard e Vladimir Pulnikov.
La chiusura di carriera
Nel 1995 un nuovo cambio di maglia con il passaggio Refin e la vittoria nella quinta tappa della Tirreno-Adriatico, la Porto Santo Stefano – Soriano nel Cimino al termine di una fuga e di volata a due con Stefano Colagè. Per lui anche il successo nella sedicesima tappa della Ruta Ciclista Mexico.
Nel 1997 approda alla Batik-Del Monte facendo il suo esordio al Tour de France, cogliendo un decimo posto di tappa e chiudendo a Parigi al 133esimo posto.
L’ultima stagione da professionista l’ha disputata con la maglia della Kross ottenendo il dodicesimo posto al Giro di Romagna e al Trofeo Matteotti.
Il ricordo
Il ricordo di Davide Goetz, attuale presidente della Adispro, l’associazione dei direttori sportivi: «Gianluca è stato un dilettante eccezionale – dopo essere stato campione italiano esordienti, allievi, junior – e un buon professionista, capace di vincere una crono al Giro. Poco fortunato nella vita, era uomo di grande temperamento: ripenso con nostalgia il periodo in cui abbiamo vissuto insieme a Milano mentre preparava la maturità come odontotecnico, è un ricordo che porterò per sempre nel cuore».
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
