Davide Ballerini, la Nieuwsblad e la conquista del Belgio

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Il Belgio ha premiato Davide Ballerini, che sulle strade della Omloop Het Nieuwsblad ha sorpreso tutti i suoi avversari, tagliando per primo il traguardo allo sprint.

«Spero che questo sia l’inizio di una lunga serie di vittorie – ha detto il comasco dopo la premiazione –. Questo per me è un sogno che si avvera». Il primo weekend di corse nelle Fiandre si è aperto con un successo italiano, il quinto nella storia di questa corsa e ad ottenerlo è stato il giovane corridore della Deceuninck – Quick-Step, squadra padrona di casa.

Davide Ballerini a Ninove ha vinto da grande campione ed ha scherzato per quel numero 13 che portava sulla schiena e che gli ha portato evidentemente fortuna. «Che posso dire, ho iniziato con il numero tredici? Beh, non mi interessa. Non sono superstizioso».

Tanti ricordi legano il 26enne italiano a questa corsa e sicuramente ci sono anche le parole del campione del mondo Julian Alaphilippe, che gli ha aperto la strada per la vittoria. «Mi ha fatto tanto piacere quando Julian è venuto a dirmi che questa gara era per me. E’ stato come se mi fossero venute le ali ai piedi».

Ballerini fa parte di una squadra che ha dei valori molto importanti, si definiscono il Wolfpack, ovvero il branco di lupi, dove l’occasione per vincere prima o poi arriva per tutti. «Ho vinto, ma questa è una vittoria collettiva. Dovevo solo uscire dalla ruota di Florian Sénéchal per vincere. Kasper Asgreen ci ha portato all’ultimo chilometro e anche Julian è andato avanti ancora un paio di volte nel finale per aiutare. Questo è lo spirito di The Wolfpack. Tutti per tutti».

La Deceuninck – Quick-Step in questo inizio di stagione è partita fortissimo, mettendosi in luce fin dalla prima corsa. Non era difficile intuire che proprio loro, sulle strade di case, avrebbero cercato di conquistare la vittoria. «Questa vittoria significa molto per me a livello personale. So quanto sia difficile vincere questo tipo di gare. Due anni fa, quando correvo ancora per l’Astana, non sono nemmeno arrivato nel finale. L’anno scorso non ero nemmeno nei sette selezionati per l’Omloop Het Nieuwsblad. Non ho neanche la conoscenza della corsa quanto i miei compagni di squadra fiamminghi. Posso dire che conoscevo la strada al 95 percento, sapevo che il Molenberg era un punto chiave. Anche con l’attacco di Julian, la squadra ha continuato a fare la corsa, ma quando Zdenek Stybar è caduto, qualcosa è cambiato. Ho provato a spezzare il ritmo e alla fine tutto è andato per il verso giusto».

Ballerini è cresciuto nell’Androni di Gianni Savio, per poi passare all’Astana e nel 2020 è passato con il team belga. La vittoria di ieri, per il ragazzo di Cantù, è la più importante fino ad oggi ed è anche la prima ottenuta in Belgio.

«La Omloop Het Nieuwsblad non è solo la mia primissima vittoria in Belgio, ma anche la mia prima vittoria importante. Spero che questo sia l’inizio di una lunga carriera con tanti successi. Se la Ghent-Wevelgem sarà il prossimo passo? Bene, per favore, fatemi guardare corsa dopo corsa. Se si dovesse presenta un’opportunità, ho alcune carte da potermi giocare. Sono abbastanza veloce, ma lavoriamo con i leader. Poi abbiamo Julian Alaphilippe, che non vede l’ora di brillare al Giro delle Fiandre».

Ballerini guarda lontano e pensa a quella corsa che gli piacerebbe tanto vincere, la Parigi-Roubaix, non una corsa qualunque, ma una Classica Monumento che solo i migliori corridori nella loro carriera riescono a vincere.

«Il mio sogno sarebbe quello di vincere un giorno la Parigi-Roubaix. Proprio come il nostro Franco Ballerini, che non ho mai conosciuto». Quella di ieri allora per il giovane Davide, potrebbe essere una vittoria di buon auspicio, considerando che Franco Ballerini questa corsa la vinse nel 1995, anno in cui per la prima volta scrisse il suo nome nell’albo d’oro della Parigi-Roubaix.

«Tutto è stato pensato alla perfezione, sia tatticamente che in termini di materiale. Abbiamo anche corso per la prima volta con le ruote della Specialized montate proprio per affrontare le Classiche ed è stata la scelta giusta. Sono felice di aver reso felici molte persone e voglio ringraziare anche gli organizzatori per questa grande gara. Con la pandemia causata dal Covid-19, non è facile per nessuno. Continuate così».

Articolo a cura della redazione di Tuttobiciweb

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