VARESE – Tarlan, insegnante di danza in pensione, assiste all’omicidio della sua amica Rana da parte del marito, un importante membro del governo iraniano: quando la polizia si rifiuta di indagare, deve decidere se cedere alle pressioni politiche o mettere a rischio la reputazione e il sostentamento per cercare giustizia.
Oggi, lunedì 16 dicembre, al Cinema Nuovo di Varese verrà proiettato alle 21, in prima visione, “La testimone – Shahed” di Nader Sayevar, film che ha ottenuto il Premio degli Spettatori – Armani Beauty alla ottantunesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sarà preceduto preceduto da un panel di discussione con gli interventi di Rayhane Tabrizi, attivista iraniana per i diritti umani, e Cristina Giudici, giornalista di Il Foglio. Biglietto d’ingresso 8 euro (ridotto 6,50 euro e 4 euro per gli under 25). Per maggiori informazioni l’indirizzo da contattare è filmstudio90@filmstudio90.it.
Quando l’accusatore è una donna e l’accusato un uomo
“‘La testimone – Shahed’ è una profonda riflessione sulla società iraniana e sulla complessa realtà che affligge il popolo, in primis le donne. Non mancano attacchi al Governo e al suo modo di operare e agire verso coloro che chiedono giustizia, anche quando l’accusatore è appunto una donna e l’accusato un uomo. Il regime repressivo non si ferma dinanzi alla difesa della dignità umana e la verità resta un orpello praticamente insignificante. Gli ultimi due anni di lotte e rivendicazioni in Iran hanno sicuramente spinto a girare questa storia, trovando il coraggio e l’audacia per realizzarla.

[…] Il cinquantenne Nader Saeivar, vincitore nel 2020 del premio miglior sceneggiatura a Cannes con “Tre volti di Panahi”, al suo terzo lungometraggio dopo “Namo” del 2020 e “No end” del 2022, sembra aprirsi maggiormente alla speranza, senza lasciare che la disperazione regni incontrastata, considerando il finale e considerando effettivamente i primi suoi due lungometraggi. L’importanza della testimonianza di tutti coloro disposti a non farsi schiacciare dal potere centrale resta il nodo cardine, esprimendo il proprio stile con forza e compattezza di intenti, lasciando emergere il perdono che va oltre e surclassa la resa” (Leonardo Lardieri – Sentieriselvaggi.it).

L’odissea del rider Issa al Nuovo di Varese. Abdoulaye Ba presenta il libro “In inferna”
