BUSTO ARSIZIO – «Di cosa hanno paura? Avere Busto Arsizio come co-capoluogo non toglie nulla a Varese ma rafforza tutto il territorio». Sul caso interviene anche il promotore della proposta Simone Orsi (Lega), che – dopo il sindaco Emanuele Antonelli – risponde a tono al consigliere varesino Luca Boldetti: «È stato eletto con la lista “Per una grande Varese” ma pensa in piccolo e si dimostra provinciale – accusa il capogruppo leghista – Busto Arsizio merita lo status di co-capoluogo. Chi si mette di traverso abbia la coerenza di non venire a chiedere i voti ai cittadini di Busto Arsizio alle prossime elezioni».
La polemica e le motivazioni
Per Orsi infatti quelli del forzista varesino Boldetti sono «ragionamenti campanilistici che vanno bene per gli sfottò tra curve di tifosi delle squadre di calcio». Il capogruppo della Lega di Busto, primo firmatario della proposta insieme all’ex ministro Francesco Speroni, arriva alla provocazione nei confronti del capoluogo: «Se ci tengono così tanto al titolo puro e semplice di “Provincia di Varese”, potrebbero anche tenerselo, purché siano disposti a cedere formalmente il ruolo operativo di capoluogo a Busto Arsizio». E spiega che il co-capoluogo «non toglierebbe assolutamente nulla, né da un punto di vista simbolico né da quello pratico, a una città come Varese, ma significherebbe sbloccare maggiori benefici e risorse economiche per il Comune di Busto Arsizio, che oggi non ha».
Le dichiarazioni di Orsi (Lega)
«Luca Boldetti è stato eletto in consiglio comunale con la lista civica “Per una Grande Varese”, ma nei fatti pensa in piccolo. Si dimostra piuttosto provinciale con questi ragionamenti campanilistici che vanno bene per gli sfottò tra curve di tifosi delle squadre di calcio, ma che non vorremmo mai vedere varcare la soglia delle sedi istituzionali.
La proposta di legge per l’istituzione dei co-capoluoghi, che sto portando avanti insieme a Francesco Speroni e ai sindaci dei Comuni coinvolti, merita un dibattito molto più serio.
Non capisco davvero di cosa abbiano paura a Varese. Provocatoriamente mi verrebbe da rispondere che, se ci tengono così tanto al titolo puro e semplice di “Provincia di Varese”, potrebbero anche tenerselo, purché siano disposti a cedere formalmente il ruolo operativo di capoluogo a Busto Arsizio. Perché a noi non interessa un titolo sulla carta, ma le ricadute sostanziali e positive della nostra proposta.
Istituire il co-capoluogo nelle città con più abitanti dell’attuale capoluogo non toglierebbe assolutamente nulla, né da un punto di vista simbolico né da quello pratico, a una città come Varese. Sarebbe solo un’aggiunta: il nome di Busto Arsizio a fianco di quello di Varese. Ma soprattutto significherebbe sbloccare maggiori benefici e risorse economiche per il Comune di Busto Arsizio, che oggi non ha. La nostra città è già un riferimento territoriale per un bacino più ampio e già oggi si fa carico di servizi importanti per tutto il circondario, senza però avere le prerogative e i vantaggi che spettano per legge a un capoluogo. Si rafforzerebbe tutto il territorio e ne trarrebbe beneficio anche Varese.
D’altra parte, Busto Arsizio merita questo status. Lo dice la sua storia, lo ribadisce il suo presente e lo certificano i numeri e i trend di una provincia che ha il suo cuore economico nel Basso Varesotto. Non a caso Confindustria Varese sta pianificando di spostare il proprio quartier generale a Castellanza, che è ben più vicina a Busto di quanto non lo sia l’aeroporto di Milano Malpensa, per metterla sul piano di Boldetti.
Questa sfida che Busto sta intraprendendo non fa altro che confermare una realtà che è già sotto gli occhi di tutti: chi decide di mettersi di traverso per pura miopia, si assumerà la responsabilità politica di ostacolare un’opportunità di crescita per l’intero territorio.
In merito, vorrei avere un maggiore riscontro anche da parte dei parlamentari del territorio, oltre all’onorevole Manuela Maffioli, che ha già manifestato la propria disponibilità a sostegno alla proposta. Altrimenti, alle prossime elezioni abbiano la coerenza di non venire a chiedere i voti ai cittadini di Busto Arsizio».
Boldetti (FI): «Varese è il capoluogo. Busto ormai fa parte dell’hinterland di Milano»
Antonelli: «Busto nell’hinterland? Boldetti imbarazzante, varesini invidiosi»
