SOMMA LOMBARDO – Troppa cocaina, di molto superiore alla media nazionale, e antibiotici nelle acque reflue delle provincia di Varese. E’quanto emerge dai risultati del convegno “La verità viene a galla” organizzato ieri, 14 giugno, da Alfa, il Gestore del Servizio Idrico Integrato della provincia di Varese, al Castello Visconti di Somma Lombardo: al centro i rischi legati all’abuso di farmaci, sostanze stupefacenti ed energy drink.
L’antibiotico-resistenza
L’evento, organizzato in occasione del decimo compleanno dell’azienda, ha registrato la presenza di oltre 150 partecipanti tra amministratori, tecnici, rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore sanitario e cittadini. Il convegno ha dunque rappresentato un momento di confronto importante su un tema di crescente rilevanza: l’antibiotico-resistenza e l’impatto delle sostanze farmaceutiche e stupefacenti presenti nelle acque reflue.
L’incontro ha preso infatti avvio dalla presentazione dei risultati di uno studio condotto dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, commissionato da Alfa con il supporto dell’Università degli Studi dell’Insubria.
L’indagine ha avuto come obiettivo l’analisi della presenza di antibiotici, farmaci e droghe nelle acque in entrata e in uscita di due impianti di depurazione: quello di Gavirate e quello di Lonate Pozzolo. Sono stati rilevati più di 1000 milligrammi di antibiotico ogni 1000 abitanti.
I dati emersi hanno fornito lo spunto per una riflessione approfondita sulla diffusione e sulla persistenza nell’ambiente di queste sostanze che, purtroppo, possono favorire lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici, una delle minacce più serie alla salute pubblica secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Droga in acqua
Le concentrazioni di cocaina individuate sono risultate superiori alla media nazionale: circa 15,9 dosi al giorno ogni mille abitanti a Gavirate, e addirittura 17,7 a Sant’Antonino, contro una media nazionale di 10,8. Anche la cannabis presenta valori elevati, con picchi superiori alle 60 dosi giornaliere.
Grazie alla presenza di relatori di alto livello, il convegno ha permesso di affrontare il fenomeno dell’antibiotico resistenza da diversi punti di vista: ambientale, sanitario, sociale ed educativo. Si è parlato, in particolare, del ruolo che l’intelligenza artificiale può giocare nel monitoraggio e nella gestione dei dati ambientali, oltre che nel supporto alla ricerca scientifica. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della responsabilità individuale nell’uso consapevole dei farmaci, soprattutto in età pediatrica. I relatori hanno sottolineato l’importanza di evitare il “fai da te” e l’abuso di antibiotici, che rischiano di compromettere l’efficacia delle cure future.
Gli energy drink
In chiusura, l’attenzione si è spostata su un altro argomento molto attuale: il consumo di energy drink tra i più giovani. Queste bevande, spesso percepite come innocue, contengono elevate quantità di caffeina, taurina e zuccheri, e possono rappresentare un rischio per la salute se assunte in modo eccessivo o in combinazione con altre sostanze.
Il convegno, dunque, ha rappresentato un momento prezioso di educazione, prevenzione e sensibilizzazione su temi che toccano da vicino la vita quotidiana delle persone e la tutela dell’ambiente. Con questa iniziativa, Alfa ha voluto confermare il proprio impegno a favore della salute pubblica, della sostenibilità ambientale e della diffusione della cultura scientifica sul territorio.
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