CASSANO MAGNAGO – Come si viveva a Cassano Magnago sotto il regime fascista? È la domanda a cui risponderanno i ragazzi delle scuole elementari e medie della città, che in occasione della Festa della Liberazione presenteranno alla popolazione degli elaborati realizzati appositamente per tenere viva la memoria storica. «La Resistenza non fu un evento tra i tanti nella storia d’Italia, ma fu il fondamento della nuova Italia», spiegano da Anpi Cassano. «E ora, saranno i ragazzi i protagonisti della manifestazione cittadina del 25 aprile». Manifestazione, però, che sarà silenziosa. In segno di rispetto per la scomparsa di Papa Francesco, l’amministrazione comunale ha infatti annunciato che le celebrazioni si terranno senza l’accompagnamento della banda.
I cassanesi illustri
Promosso da Anpi Cassano, il progetto per la Liberazione terrà viva la memoria di diversi cittadini illustri. Tra loro Giovanni Gasparoli, primo deputato gallaratese dopo la Liberazione (ricordato dalle nipoti Lucia e Maria). Ma anche Paolo Magni – nome di battaglia Spartaco – comandante del gruppo appartenente alla centottantunesima brigata Garibaldi (rievocato dalla figlia Renata). E poi i parroci e coauditori cassanesi che hanno contribuito alla Resistenza (un percorso ricostruito da Giorgio Ferrato).
Una dimostrazione che «la Resistenza ha sconfitto la dittatura fascista grazie allo sforzo comune di persone di diversa origine sociale, tradizione culturale e convinzione politica», spiegano da Anpi.
Un mondo migliore
Per Anpi, è uno l’insegnamento da trarre dal 25 aprile: «l’amore per questo Paese e l’impegno di ognuno nel lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore». Un risultato basato su «principi di equità, giustizia, pace e solidarietà». E da qui arriva l’appello rivolto ai giovani ad avere coraggio e tenere alto il testimone. «Unitevi con un abbraccio di riconoscenza ai vostri nonni partigiani e chiedete loro consiglio. Smascherate i tanti che si comportano come se nulla fosse accaduto e si fanno guidare da logiche e arrivismi che speravamo abbattuti per sempre». E concludono: «Oggi non si tratta di impugnare armi, ma il coraggio e la tensione interiore che dobbiamo dimostrare devono essere gli stessi».
Un progetto iniziato più di 20 anni fa
Saranno una quindicina, tra studenti e rappresentanti del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, i giovani protagonisti delle celebrazioni. Un progetto che nasce da lontano: era infatti il 2003 quando i ragazzi delle scuole cassanesi iniziarono a raccogliere fotografie e documenti sulla storia della città, dalla nascita del partito Fascista fino alla Liberazione. Un lungo lavoro immortalato anche con una pubblicazione con cui «senza nessuna pretesa di ricerca storiografica, intendiamo unicamente ricordare a noi stessi e ai giovani alcune pagine di vita vissuta dai nostri “una volta giovani” cassanesi», raccontano da Anpi.
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