COMO – È durata oltre quindici anni la latitanza di Dario De Bernardi, 55 anni, originario della provincia di Lecco, arrestato nel pomeriggio di ieri dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Como. L’uomo è stato individuato e bloccato al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Como.
Una pena di oltre 19 anni
De Bernardi si era sottratto a diversi provvedimenti giudiziari a partire dal 2011. A suo carico pende un ordine di carcerazione emesso nel 2016 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano. Deve espiare una pena complessiva superiore ai 19 anni di reclusione per reati, tra gli altri, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e rapina.
La rapina al Casinò di Campione
Sul 55enne grava inoltre un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nel 2019 dal gip del Tribunale di Como, nell’ambito dell’inchiesta sulla rapina a mano armata al Casinò di Campione d’Italia, avvenuta il 28 marzo 2018. Secondo quanto ricostruito all’epoca dai Carabinieri del Comando Provinciale di Como, sotto il coordinamento della Procura, De Bernardi sarebbe stato l’esecutore materiale del colpo, durante il quale furono portati via 750mila franchi svizzeri.
Tre complici arrestati
La rapina era stata compiuta mentre De Bernardi era già latitante. Nei mesi successivi, le indagini avevano portato all’arresto di tre presunti complici, poi condannati. Il 55enne era stato invece denunciato in stato di irreperibilità. Le ricerche sono proseguite per anni, fino agli sviluppi investigativi che hanno permesso ai militari di localizzarlo nuovamente in provincia di Como, dove, secondo quanto riferito dai Carabinieri, avrebbe trovato recentemente una sistemazione.
La latitanza
Nel corso della lunga latitanza, il ricercato si sarebbe spostato in diverse località, trascorrendo probabilmente anche periodi all’estero. Una volta individuato, i Carabinieri lo hanno seguito fino al momento ritenuto più opportuno per intervenire. De Bernardi è stato quindi fermato sulla pubblica via e bloccato senza opporre resistenza. Successivamente è stato accompagnato al Comando Provinciale dei Carabinieri di Como per gli accertamenti e le formalità previste.
Pistola, fucile e 98mila euro
L’attività investigativa è proseguita con una perquisizione nelle pertinenze di un’abitazione della provincia di Como dove il ricercato avrebbe dimorato nell’ultimo periodo. L’operazione è stata eseguita dai militari del Nucleo Investigativo insieme ai Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Calabria”. Durante i controlli, nascosti tra legna accatastata e materiali di risulta, sono stati trovati una pistola con matricola abrasa, un fucile da caccia detenuto illegalmente e 98mila euro in contanti. Il denaro, secondo quanto riferito dai militari, era suddiviso e custodito all’interno di buste di cellophane.
