Le paure del centrodestra sulle Comunità Montane. Le rassicurazioni di Candiani

VARESE – Si accende il dibattito sulla questione Comunità Montane e sul Ddl Montagna. Il confronto da Roma arriva sino alle nostre latitudini. Intervengono Giacomo Iametti per Forza Italia, Mattia Premazzi, segretario provinciale di Noi Moderati, mentre è di qualche giorno fa la presa di posizione del presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Simone Eligio Castoldi. E arrivano le rassicurazioni del deputato leghista Stefano Candiani. 

Iametti: «enti strategici per il territorio»

Nel dibattito sul futuro degli enti territoriali è indispensabile riportare al centro il ruolo delle Comunità Montane e, in particolare, di quelle presenti sul nostro territorio. È bene ricordare che questi enti hanno già subito nel tempo significativi ridimensionamenti, che ne hanno progressivamente indebolito funzioni, risorse e capacità di incidere sulle scelte strategiche. Per questo motivo è necessario difenderne la centralità ed evitare riforme che rischino di spogliare ulteriormente i territori montani di strumenti di governo e rappresentanza. Al contrario, serve una vera riforma migliorativa che rafforzi le Comunità Montane e ne rilanci il ruolo istituzionale. Quando si parla di partecipazione democratica, però, è fondamentale intendersi sul significato: non una partecipazione formale o limitata, ma una partecipazione reale, che garantisca una rappresentanza effettiva sia delle maggioranze sia delle minoranze. In questo senso, il coinvolgimento dei Consigli comunali dei Comuni aderenti deve prevedere la presenza e il ruolo di entrambe le componenti politiche, affinché il confronto sia autentico e le decisioni siano il frutto di un dibattito ampio e trasparente. In questo percorso di riflessione, Forza Italia ha già avviato un confronto politico e istituzionale sul tema, promuovendo il dibattito non solo a livello locale ma dialogando anche con amministratori e rappresentanti di altre province lombarde.

Noi Moderati al fianco dei Comuni

La riclassificazione ipotizzata dal nuovo DPCM in discussione rischia di produrre effetti fortemente penalizzanti per territori che da decenni lavorano su modelli di integrazione, cooperazione e gestione associata dei servizi, costruiti con fatica e responsabilità istituzionale. Un’impostazione che non tiene conto della specificità dei sistemi vallivi, dell’equilibrio tra valli e fondovalle e delle ricadute concrete su servizi essenziali come scuola, sociosanitario, protezione civile e sicurezza del territorio. Come Noi Moderati, abbiamo già fatto sentire la nostra voce in sede di Giunta regionale, nella riunione di lunedì 22 dicembre, attraverso il Sottosegretario Cattaneo, nostro referente di partito, portando all’attenzione della Regione Lombardia le criticità evidenziate dagli amministratori locali. Ribadiamo con forza la necessità che questa norma venga modificata, affinché: non si perda la classificazione di Comune montano, non si smantellino assetti istituzionali e territoriali consolidati, non si introducano ulteriori penalizzazioni a carico di territori già fragili. Continueremo a sostenere queste istanze a livello regionale e parlamentare, coinvolgendo i nostri rappresentanti in Parlamento, affinché si arrivi a una soluzione equilibrata, condivisa e rispettosa delle specificità territoriali.

Le rassicurazione di Candiani

Non ci sono ancora determinazioni definitive, ma emerge chiaramente una volontà del Ministro Roberto Calderoli di proseguire il confronto con le Comunità Montane e gli enti territoriali, al fine di evitare esclusioni che penalizzerebbero realtà con genuine caratteristiche montane. Mi sono confrontato personalmente con il Ministro, su sollecitazione e dopo aver ascoltato le istanze dei territori. In particolare, ho portato le preoccupazioni espresse da Alberto Almieri, sindaco di Cadegliano Viconago, e da Simone Eligio Castoldi, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano e sindaco di Rancio Valcuvia. Dalle rassicurazioni ricevute direttamente da Calderoli, emerge un impegno concreto: ci sarà una concertazione con le Regioni, escludendo qualsiasi imposizione dall’alto svincolata dalle realtà locali. Il Ministro è al lavoro per giungere a un esito il più possibile positivo. Ciò che più gli sta a cuore, come ha ribadito, è rispettare la montagna e le vere terre alte, garantendo che le risorse siano destinate a chi ne ha realmente bisogno. Quello che a noi sta particolarmente a cuore sono proprio le Valli del Verbano, con le loro comunità che vivono quotidianamente le fragilità delle aree vallive e prealpine. Siamo pronti a contribuire per una soluzione equilibrata che le valorizzi pienamente.

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