di Claudio Ghisalberti
Eccolo: Ronde van Vlaanderen, domenica 6 aprile da Bruges a Oudenaarde per 269 km e sedici “muur” i muri di pietre sconnesse, di un pavè ruvido e sconnesso che sta al nostro, ai sampietrini, come la carta vetrata al velluto di seta. È il Giro delle Fiandre, la corsa più amata in Belgio, la culla del ciclismo eroico, duro, aspro. Muri dove sono state scritte pagine leggendarie di ciclismo: Oude Kwaremont (Vecchio Quaremont) da fare ben tre volte, Steenbeekdries, Paterberg che si salirà due volte l’ultima a 13 km dal traguardo.
La luce della corsa sarà ancora lui, Mathieu Van Der Poel, olandese di Kapellen, 30 anni, tre vittorie in stagione tra cui una straordinaria Milano-Sanremo davanti a Ganna e Pogacar. VdP qui ha già vinto tre volte e sempre negli anni pari: 2020, 2022 e 2024, davanti a Luca Mozzato che, almeno per il momento, ha pescato il jolly della vita. I risultati di questa primavera, del 27enne dell’Arkea, sono tutt’altro che incoraggianti con due ritiri nelle ultime due corse fiamminghe.
VdP, come dicevamo, ha avuto un inizio di stagione straordinario. Il talento non gli è mai mancato, l’intelligenza tattica è migliore di quella dei suoi rivali. In più, quest’anno, e come si è mosso su Cipressa è Poggio aiuta molto a capire, sembra avere migliorato anche le sue grandi doti atletiche. Alla Sanremo e alla E3 ha messo in mostra una maggiore tenuta lattacida, ovvero la capacità di protrarre per un tempo maggiore uno sforzo notevole con produzione di acido lattico nei muscoli. Ma è anche evidente quanto sia incrementata la sua resistenza, il fondo. La migliorata capacità aerobica gli consente così d’innescare i meccanismi anaerobici più in là nella corsa, ovvero arriva in condizioni ideali più vicino al traguardo.
Tra l’altro l’olandese ha una motivazione in più, se centra il poker entra nella leggenda. Nessuno ci è mai riuscito. A tre successi ci sono altri sei corridori: i belgi Achiel Buysse, Eric Leman, Johan Museeuw, Tom Boonen, lo svizzero Fabian Cancellara e Fiorenzo Magni.
Il maggiore rivale di VdP non può che essere Tadej Pogacar, il grande sconfitto della Classicissima, capace di vincere nel 2023 proprio davanti all’olandese. Tadej proverà di tutto, c’è da starne certi, ma Mathieu in questo momento sembra avere qualcosa in più. Certo che se il campione della Uae prendesse un’altra sberla sarebbe dura da digerire anche in vista della grande scommessa di domenica prossima alla Parigi-Roubaix. La sua settimana di vigilia è trascorsa tra allenamenti cronometrati a suon di record su alcuni tratti dell’Inferno del Nord. Record ovviamente resi pubblici. Curioso che abbia anche trovato modo in un’intervista di definire i social “cancro della società”. Ma come? Proprio lui che è il corridore più social? Forse Taddeo dimentica che il cancro è un dramma che uno non sceglie affatto, anzi. I social, invece… eppure al momento non si è ancora tolto.
Torniamo alla Ronde dove c’è anche il danese Mads Pedersen, che dopo una brutta Sanremo, si è piazzato secondo alla E3 e ha stravinto la Gand. Forma in grande crescita, ma in questa corsa ha sempre avuto un comportamento altalenante.
Dicevamo che il Fiandre è la corsa più amata dai belgi, soprattutto dai fiamminghi, che però non vincono dal 2017 quando a trionfare fu Philippe Gilbert, che però è vallone. Un periodo così lungo di astinenza i padroni di casa non l’hanno mai avuto. Con Remco Evenepoel ancora ai box per l’incidente in allenamento a dicembre, le maggiori speranze sono riposte in Wout Van Aert. Lui e la sua Visma, come è stato confermato anche nell’Attraverso le Fiandre (fuga a quattro con tre di loro tra cui WVA e vittoria a Powless della Ef), sembrano non azzeccarne più una giusta. Forse proprio le continue sconfitte hanno minato le certezze di Van Aert. Comunque la sua condizione, dopo avere rinunciato anche alla Sanremo per preparare queste corse, sembra indietro.
Quello che è certo è che domenica si possono accendere le tv con molta allegria, quasi felicità. Perché? Perché c’è Filippo Ganna. Il gigante piemontese della Ineos non aveva in programma la Ronde. Ma dopo la straordinaria Sanremo e la grande conferma alla E3, sembra entrato in una nuova dimensione. A lottare con i fenomeni per la vittoria, in attesa dell’all in per la Roubaix, ora c’è anche lui. Finalmente abbiamo ritrovato un campione che ci trasmette delle emozioni, che ci tiene incollati allo schermo. Pippo ha corso il Fiandre nel 2018 (ritirato) e nel 2019 (98). Ma quello era un altro corridore. Non ci sarà invece Alberto Bettiol, re della corsa nel 2019: infezione da clamidia, tempo di rientro incerto.
