Confagricoltura Varese: «La filiera del cavallo va rilanciata. Serve una legge»

confagricoltura varese filiera cavallo

VARESE – «Il cavallo è agricoltura»: Confagricoltura chiede piena dignità normativa per rilanciare la filiera. Così interviene il presidente della Federazione Nazionale Cavalli di Confagricoltura, il varesino Ferruccio Badi: «Il comparto equino non può essere considerato di serie B». E aggiunge il presidente di Confagricoltura Varese Giacomo Brusa: «Settore molto importante anche per il nostro territorio, è ora di arrivare ad una legge sull’ippicoltura».

Pilastro dell’agricoltura

«Il cavallo è un pilastro dell’agricoltura e come tale deve essere trattato, non come un animale da zoo o un soggetto marginale». È questo il messaggio forte e chiaro che arriva da Ferruccio Badi, che è presiedente anche del gruppo di lavoro “Cavalli” del Copa Cogeca, che rappresenta milioni di agricoltori a livello europeo. In un momento cruciale per il settore, segnato da incertezze legislative e dalla necessità di una visione strategica nazionale ed europea, Confagricoltura ribadisce l’urgenza di completare il percorso di riconoscimento del cavallo come risorsa agricola a tutti gli effetti. «Siamo spesso percepiti come “figli di un Dio minore” – commenta Badi – le aziende che allevano cavalli sono aziende agricole a tutti gli effetti, eppure soffriamo di una costante mancanza di chiarezza negli intendimenti istituzionali, sia a livello regionale che statale».

Ambiguità da risolvere

Confagricoltura è in prima linea per risolvere questa ambiguità. Tra le priorità assolute figura l’approvazione definitiva della Pdl Ippicoltura, un progetto di legge ritenuto fondamentale per normare il settore, dare stabilità agli allevatori e inserire finalmente l’animale nel pieno contesto agricolo. Parallelamente il lavoro prosegue a Bruxelles per l’integrazione del cavallo all’interno della Pac (Politica Agricola Comune), sulla scia del successo ottenuto con l’abbassamento dell’Iva dal 22% al 5% per la vendita dei puledri, un risultato concreto che ha dimostrato la validità della linea sindacale. Nelle sue riflessioni Badi ha lanciato un forte monito contro le spinte legislative che mirano a trasformare il cavallo in un “animale d’affezione”. Secondo il presidente tale classificazione comporterebbe un danno incalcolabile: il cavallo uscirebbe dalla filiera agricola diventando, di fatto, un “animale da zoo”, marginalizzando gli allevatori e svuotando di significato economico e sociale la loro attività. Per Badi la filiera deve rimanere unita e integrata: dall’allevamento all’addestramento ogni fase è un processo produttivo agricolo che va tutelato.

Settore importante per Varese

Infine sul tema dell’horse welfare e della gestione delle zoonosi, Badi ribadisce una posizione netta: il settore non deve subire imposizioni esterne da parte di chi non conosce le dinamiche dell’allevamento. Il presidente sottolinea la necessità di un piano autonomo, basato sulla conoscenza scientifica e sul confronto diretto con organismi come l’Efsa, per definire regole che siano al tempo stesso rigorose ed eque, supportando le aziende che – dall’ippoturismo alla produzione – rappresentano un’eccellenza del territorio. «Questo settore – commenta il presidente di Confagricoltura Varese Giacomo Brusa – è molto importante per la provincia di Varese, anche dal punto di vista turistico e sportivo. È bene che si lavori ad una legge sull’ippicoltura sia a livello nazionale che europeo. Quello che chiediamo è che ci sia un’attenzione maggiore alle istanze portate avanti da Confagricoltura: è troppo tempo che se ne parla, senza giungere ad una soluzione concreta».

Miele d’acacia, annata positiva a Varese. Produzione alta, ma il consumo è basso

confagricoltura varese filiera cavallo – MALPENSA24

Visited 77 times, 1 visit(s) today