ALBIZZATE – «Una nuova piazza per Albizzate». Questo, nei progetti degli studenti del Politecnico di Milano, potrebbe essere il futuro della Corte Bassani. Un percorso iniziato lo scorso febbraio e arrivato a conclusione questa sera – venerdì 5 dicembre – con la presentazione degli elaborati ai cittadini a Ca’ Taverna.
Motore di promozione
Quelle dei 47 studenti del laboratorio di Costruzione dell’Architettura del Politecnico di Milano (guidati dal professor Alessandro Rogora) sono 15 proposte diverse fra loro, che – di volta in volta – immaginano altrettante destinazioni per la Corte. Tutte, però, sono accomunate dalla volontà di recuperare l’edificio – oggi fatiscente -, trasformandolo in un motore di promozione per tutto il paese. «Le linee guida del nostro lavoro – spiega Rogora – sono state qualità, sostenibilità e fattibilità dell’intervento, tendendo a mente anche la dimensione sociale di un complesso in pieno centro».
Più case, meno negozi
Nei loro progetti, gli studenti hanno valorizzato la dimensione residenziale del complesso, mettendo in secondo piano – in luce delle difficoltà a cui, sempre più spesso, vanno incontro i negozi di vicinato – una possibile destinazione commerciale. «Il nuovo edificio sarà un sistema ponderato di residenze, spazi comuni, pubblici e locali destinati al terziario», si legge, ad esempio, in una delle presentazioni.
Ma non sono mancate idee innovate, e, di volta in volta, la Corte Bassani è diventa una «spugna urbana» (un edificio progettato per assorbire e filtrare le acque piovane), una sorta di serra con «orti in corte», oppure – ancora – un vero e proprio «salotto urbano» con spazi di co-housing capaci di favorire servizi come il car-sharing.
Adesso l’approvazione
La presentazione dei progetti chiude un processo iniziato lo scorso febbraio, quando, d’intesa con le opposizioni, la maggioranza di centrodestra aveva deciso di posticipare l’approvazione definitiva del Piano attuativo in Variante al Pgt, dando la possibilità agli aspiranti architetti di fornire indicazioni utili per arrivare a un equilibrio progettuale in grado di superare le divisioni politiche sfociate in una raccolta firme a fine 2024.
Ora, le varie proposte verranno analizzate dall’amministrazione, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione di un progetto che possa mettere d’accordo quanti più cittadini possibile «entro i primi mesi del 2026», svela il sindaco Mirko Zorzo. E il primo cittadino non nasconde l’orgoglio per la buona riuscita di un’inedita sinergia senza colore politico: «Fra qualche anno, questo percorso ci sembrerà una delle pagine più belle della nostra storia, perché l’abbiamo scritta tutti insieme. È proprio questo il punto di forza della comunità di Albizzate».
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