VARESE – Il pubblico entusiasta che ha riempito i Magazzini del TuMiTurbi di Varese ha potuto finalmente accogliere trionfalmente ieri, giovedì 7 maggio e prima data del festival Cortisonici, l’eroe che ha fatto da compagnia a tante nottate della Sezione Inferno: Werther Germondari, regista uso ad apparire senza veli nei suoi cortometraggi, è stato introdotto – «parola non a caso» – dall’assistente alla produzione Stefano Bruno per dialogare con Andrea Minidio. Il conduttore, in giacca leopardata e volto con camuffamento in stile “Eyes wide shut”, più tardi sostituito da una ball gag sadomaso, ha invitato l’ospite a smascherare lui e gli spettatori: al centro dell’incontro un’ampia e dettagliata retrospettiva, tra opere ridotte a trailer, versioni alternative, curiosità e retroscena, sulla firma di titoli come “Scrotalus” e “Roby Nude”.
Dedica e una prima mondiale
L’arrivo in terra varesina di Germondari che, alla consegna da parte di Roberta della pizza sul palco, ha più volte ricordato il suo numero di camera in hotel, ha offerto l’occasione per approfondire evoluzione e ispirazioni di una produzione che vanta l’attrice-feticcio e moglie Maria Laura Spagnoli come principale coprotagonista: dagli esordi “From Rimini with love” o “Triedro” il percorso è arrivato, tra visioni scandite da innumerevoli applausi, alle ultime fatiche come “Fake nude” o la sfortunata partita a poker descritta da “Strip Charade”; in mezzo “666g”, dedica speciale a Inferno, che mostra l’autore, nelle vesti del Diavolo in persona, misurarsi con un bilancino di precisione e la prima mondiale del making of di “Scatto in avanti X”, decimo atto di una performance che il maestro riminese realizza periodicamente per sostenere i diritti femminili in cui, allestito un set, capovolge le parti fotografando nudo donne vestite.
Festival coraggiosi
La serata è culminata nell’apposizione sul petto di Paolo Matteazzi, direttore artistico di Inferno, di morsetti sadomaso e nella proiezione, a gran richiesta, del famoso cortometraggio “Scrotalus”, documentario sui movimenti del misterioso animale annidato nella biancheria intima di Germondari che – ha raccontato – al primo allentarsi dei vincoli anti-Covid stabiliti da Conte intraprese da Roma un viaggio fino ad Amelia, dove era residente, per poter recuperare tutte le mutande che possedeva di quel modello.
Al Cinema Nuovo il regista, premio Pasinetti a Venezia, aveva preannunciato «un programma zozzissimo, non sarete più voi» di estratti da una lunga carriera all’insegna di ironia e provocazione che, a fine anni Novanta, ha visto il suo ingresso nella post-pornografia, genere in cui vengono sovvertiti ruoli e cliché del cinema a luci rosse. «Non posso pretendere – ha osservato riguardo a Cortisonici – che queste cose vengano proiettate a un festival estivo in piazza, dove magari c’è un maresciallo con la nipotina. Amo i festival coraggiosi come voi».
A Varese il cinema viaggia nel tempo con Cortisonici: il programma del festival
