BUSTO ARSIZIO – Una realtà industriale riconosciuta in tutto il mondo per la progettazione e produzione di linee per l’estrusione di materie plastiche. E’ la “Costruzioni Meccaniche Luigi Bandera Spa”, pilastro della Plastic Valley lombarda e da oltre 80 anni fortemente radicata nel tessuto sociale e produttivo di Busto Arsizio. Guarda il video:
L’intervista
Ospite di Malpensa24 Tv (canale 410 del digitale terrestre), il presidente Michele Bandera è la terza generazione di una storia industriale con uno sguardo proiettato al futuro tra sostenibilità e nuove tecnologie. «L’azienda nasce nel 1943 dalla passione di mio nonno per la meccanica», spiega Bandera, ricordando «lo spirito pionieristico» delle origini, quando la plastica era ancora «un materiale emergente». La fondazione ufficiale arriva nel 1947, ma «già durante la guerra era stata realizzata la prima macchina, che conserviamo ancora oggi».
Nel 2026 il gruppo è un punto di riferimento nella produzione di impianti per l’estrusione: «Realizziamo macchinari industriali per trasformare la plastica, quelli che chiamiamo i “frullatori della plastica”». Da questi processi nascono prodotti quotidiani, soprattutto imballaggi alimentari: «Vaschette, bicchieri, sacchetti: tutto parte dall’estrusione».
Proprio la plastica è al centro del dibattito ambientale. «Siamo finiti sotto la lente di ingrandimento», ammette il presidente, ma invita a distinguere: «L’imballaggio ha una funzione nobile: conservare il cibo e combattere lo spreco». Il vero nodo, sottolinea, «è come gestiamo il fine vita: non bisogna disperderla nell’ambiente». In questo contesto, l’Italia si difende bene: «Siamo un Paese virtuoso, con percentuali di riciclo molto alte».
Sul fronte tecnologico, la sfida è l’intelligenza artificiale. «È già realtà», afferma Bandera. Il gruppo ha scelto di svilupparla internamente: «Vogliamo automatizzare i processi e ridurre l’intervento umano, anche per compensare la minore esperienza delle nuove generazioni».
Il presidente affronta infine le sfide legate alla nuova crisi energetica, gli investimenti sulla servitizzazione e l’export come leva continua per lo sviluppo. Ma nonostante il 90% della produzione venga esportato, la Bandera resta radicata nel Varesotto: «Siamo nel cuore della Plastic valley», sottolinea, spiegando che produzione e ingegneria restano locali, mentre la presenza globale è garantita da branch in India, Cina e Stati Uniti.
