Da Coppola che balla nel buio a Max Croci: i Memorabilia del Baff in mostra a Busto

BUSTO ARSIZIO – C’è la locandina con tutti gli eventi del primo B.A. Film Festival, quello del 2003, e c’è una fotografia dell’indimenticato Max Croci che all’Icma abbraccia Luca Argentero. E poi c’è anche uno scatto di Francis Ford Coppola che balla nel buio del Sociale dopo il blackout in diretta TV, «uno dei momenti più belli della storia del festival», come lo definisce il presidente di allora e di oggi Gabriele Tosi. Sono alcune delle chicche della mostra Baff Memorabilia ospitata nella galleria di Francesca Boragno in centro a Busto fino a domani, giovedì 26 marzo.

La mostra

La straordinaria storia di 24 edizioni del Baff in fotografie (di Loris Ongaro e Giovanni Garavaglia, «due amici che non ci sono più»), locandine, poster autografati, volantini, riviste e tutta una serie di cimeli che fissano momenti da ricordare. «Una mostra in quattro dimensioni con una parte limitata del materiale a disposizione» la descrive Gabriele Tosi, che l’ha curata insieme a Paolo Castelli (un altro che c’è fin dalla prima edizione) e allo staff della BA Film Factory. All’inaugurazione, con l’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli (che nel 2003 collaborava con l’assessore regionale alle culture Ettore Albertoni), c’erano anche dei volti che hanno fatto la storia del festival, come Luciana Ruffinelli, già assessore alla cultura, e Chiara Rosanna, colonna dell’organizzazione per 18 anni, oltre al sempre presente Emilio Bottini e allo storico sponsor Alessandra Ceccuzzi.

Il lascito

«Cosa rimane di 24 edizioni? Un patrimonio immateriale, un territorio trasformato – oggi ci sono una scuola, degli studios, una rete di contatti per chi vuole lavorare nel cinema, mentre 24 anni fa per farlo bisognava andare via da Busto – ma anche tanti oggetti e ricordi». Così Gabriele Tosi, che ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile tutto ciò facendo un nome per tutti, quello di Alessandro Munari, oggi presidente dell’Icma. «Ci dicono che eravamo dei sognatori? Provate voi a sognare una cosa così. Bisogna saper sognare perché prima si sognano, poi si pensano e poi forse si fanno». E l’assessore Manuela Maffioli rilancia: «Più che sognatori, lungimiranti illuminati. Il festival era qualcosa di più di una settimana di occasioni: una grande vetrina, un modo per avvicinare gli appassionati di cinema, il desiderio di parlare in modo sistematico di cinema. Oggi è un patrimonio che non va disperso, ma non fa parte del passato, ogni anno fa un passo in avanti sulla base di ciò che è stato».

Le chicche

Tra le chicche da gustarsi in galleria Boragno in via Milano (ingresso libero, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18), spiccano la locandina originale di “Reservoir Dogs” (Le Iene) di Quentin Tarantino autografata da Michael Madsen, ospite del Baff 2011, e lo scatto che ritrae Francesco Alberoni che ha appena consegnato il premio a Michelangelo Antonioni oltre a diverse fotografie di quella storica serata al Sociale con Francis Ford Coppola e Zucchero, in una carrellata da brividi di superospiti transitati da Busto Arsizio. Da Roy Scheider a Ornella Muti, da Francesco Pannofino a Peter Fonda, ma anche figure istituzionali come l’allora presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni. E la storia non è finita, il sogno continua.

Baff, mi ricordo: da Scheider a Ferrara, 23 anni di star internazionali a Busto

busto arsizio baff memorabilia – MALPENSA24
Visited 154 times, 1 visit(s) today