Oggi Varese ha bisogno di un cambiamento sostanziale: lasciamo da parte i patti di quartiere pensati e orchestrati e calati dall’alto, per avviare un percorso vero di ascolto con tutta la città. È tempo di lanciare le Verità di Quartiere, video‑reportage in cui la voce dei cittadini sia protagonista: non solo quelli vicini alla maggioranza, come è avvenuto finora, ma tutti i residenti e le categorie sociali presenti in ogni rione.
Ho più volte denunciato che i Patti di Quartiere sono «un’operazione dal forte sapore propagandistico, in cui la partecipazione è più evocata che praticata» e che «i Patti arrivano sostanzialmente già scritti, spesso con ’imprimatur di comitati selezionati con cura, talvolta già organiche alla maggioranza». Questo metodo esclude interi pezzi della città, comprese le cui realtà interne ai Consigli di quartiere, ignorando la pluralità delle istanze locali.
La proposta delle Verità di Quartiere nasce per sanare questo deficit: ogni quartiere verrà visitato con una telecamera, per raccogliere testimonianze, criticità e idee direttamente dai cittadini. Nessuno sarà escluso: genitori, anziani, giovani, lavoratori, piccoli commercianti, cittadini fragili. L’obiettivo è tratteggiare una fotografia fedele dei bisogni reali, senza filtri di parte.
Elementi centrali dell’iniziativa saranno:
• Partecipazione diffusa: coinvolgere tutte le fasce sociali e politiche, non solo comitati selezionati.
• Trasparenza: video liberamente accessibili online, con momenti in cui ciascuno può ascoltare direttamente le voci dei quartieri.
• Inclusione delle minoranze: garantire che le istanze di chi non è rappresentato dai gruppi di maggioranza siano raccolte e rappresentate.
• Priorità reali: dalla manutenzione ordinaria ai trasporti, dalla sicurezza al decoro urbano, passando per spazi pubblici vivibili, temi spesso ignorati nei patti attuali.
In un recente consiglio comunale la minoranza ha scelto di abbandonare l’aula come segno di protesta per la mancata inclusione nei processi decisionali: il Pd ha replicato accusandoli di preferire i post sui social alla partecipazione reale. Ma scrivere post indignati richiede solo una buona connessione internet; costruire fiducia e confronto richiede impegno sul territorio e condivisione concreta. Non si tratta di ostacolare l’amministrazione: siamo pronti a collaborare su progetti che abbiano senso concreto e frutto di dialogo reale. Ma la partecipazione non può più essere un’etichetta rivendicata senza basi. Le Verità di Quartiere offrono un’alternativa fattuale: restituire voce a chi non ha mai avuto uno spazio.
In conclusione: le città funzionano se tutti i cittadini sono ascoltati. Il pluralismo non è un ostacolo, è una risorsa. Se non si accettano le tensioni, il conflitto, i punti di vista divergenti, allora non c’è partecipazione: c’è propaganda. Varese merita di più. La politica deve servire la collettività, non solo chi è già nella stanza dei bottoni. Siamo con tutti i cittadini.
Franco Formato
Consigliere comunale Varese Ideale
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