Davide Fumagalli (Eurosport): “La OJM ha bisogno di un lungo e di non demotivare Mannion”

La Openjobmetis vista con gli occhi del telecronista di Eurosport

Davide Fumagalli Openjobmetis Varese

MILANO – “La Openjobmetis trasmette una sensazione di fragilità. Dove intervenire? Io inserirei subito un lungo complementare a Kao e cercherei di quadrare quanto prima la squadra anche per non demotivare Nico Mannion”. Questo il parere competente di Davide Fumagalli, che ha commentato la telecronaca di Varese-Tortona su Eurosport insieme a Hugo Sconochini (compagno di squadra di Luis Scola nell’Argentina medaglia d’oro olimpica ad Atene 2004).

Davide, che Openjobmetis hai commentato?

Io avevo già visto anche Brescia-Varese. Ieri c’è stato qualche passo in avanti nel primo tempo, anche perché si è giocato in casa sotto la spinta del pubblico. Poi sono emersi i soliti limiti difensivi rispetto ai quali la Bertram ha banchettato battendo la prima linea ed eludendo l’ombrello di Kao. Mi è piaciuto molto il quintetto operaio con Librizzi, Fall e Harris, una scelta che ha pagato e che ha ridato fiducia prima degli sprazzi capolavoro di Mannion. Un primo tempo da 60 punti segnati, con giocate spettacolari e alley-oop da wow, che rappresentano uno spot per la pallacanestro. Poi però nel secondo tempo…

…nel secondo tempo…

Con Hugo ci dicevamo che se Varese avesse sempre tirato con le stesse percentuali del primo avrebbe vinto la partita. Ma ad un basket tutto basato sull’attacco come quello della Openjobmetis basta poco per andare fuori ritmo: qualche tiro sbagliato, qualche palla persa. E così è stato. La chiave è stato il 4° fallo di Kao. Da quel momento è salito in cattedra Kuhse, che ha fatto a fette la difesa di Varese.

Merito di Tortona o demerito di Varese?

Naturalmente un po’ tutte e due le cose. La Openjobmetis di questi anni ci ha insegnato che, all’opposto di tutte le altre squadre, si accende quando l’attacco gira al massimo. Però c’è sempre il rischio di passaggi a vuoto e lì arrivano i dolori. Bravo Walter De Raffaele a proporre rotazioni particolari, con Kamagate che nell’ultimo quarto ha davvero banchettato in area.

In telecronaca quali sensazioni ti ha trasmesso Varese?

Una sensazione di fragilità. E’ vero che sinora ha affrontato due squadre forti, da playoff, ma secondo me così com’è rischia tanto. Una cosa che non mi è piaciuta è che, dopo il parziale di 0-22, parziale importante s’intende, il linguaggio del corpo dei giocatori varesini diceva che la partita non non l’avrebbero mai rimessa in piedi.

La prova di Nico Mannion?

Primo tempo straordinario, poi mi ha dato la sensazione di essere sfiduciato. Per la serie “oh, io ci provo, ma qui non c’è nessuno che mi dà una mano”. E la coppia con Hands mi lascia più di un dubbio.

Di che tipo?

Spero di sbagliarmi, ma ho l’impressione che siano due giocatori da palla in mano che si accoppiano male. Peccato perché Mannion è Mannion, ma anche Hands mi pare un ottimo giocatore: buon atleta, bel corpo, buon bagaglio offensivo. Però quando giocava con Nico Jaylen era fermo ad aspettare lo scarico per il tiro, quando doveva portare lui palla ha fatto confusione e ha coinvolto poco i compagni. Un ulteriore problema al problema.

L’ipotetico dirigente Davide Fumagalli da dove partirebbe per rimettere in piedi Varese?

Sicuramente la Openjobmetis ha rotazioni cortissime. Manca almeno un lungo perché Fall non può bastare. Un pivot che dia più presenza difensiva ed esperienza e che si integri con Kao. Un Biligha o anche uno Spencer, per dire due tipologie di giocatori.

Che impressioni ti ha fatto il lungo nigeriano?

Ha potenzialità atletiche incredibili, ma si vede che ha poca pallacanestro giocata nel suo contachilometri: distratto, attratto dal pallone, che salta sulle finte. Un ragazzo molto giovane sul quale ci sta la scommessa, ma con poco basket e tanta inesperienza, che da solo non può bastare in Serie A.

Vista e rivista in tv ti chiedo: ci stava l’espulsione di Alviti?

Io avrei pensato ad una espulsione per entrambi. Alviti non ha dato un pugno, ha dato una manata volontaria in faccia, insomma ha fatto un movimento un po’ sporco. Gorham ha reagito in maniera plateale ed è stato bravo Vital a portarlo via dalla mischia. Il tutto in un clima di nervosismo e, soprattutto per Varese, di frustrazione. Io avrei optato per la decisione salomonica di mandare entrambi negli spogliatoi.

Infine onore al merito ai vincitori: un tuo parere su Tortona

Era la prima volta che vedevo in partita i loro 3 nuovi americani e mi hanno impressionato tantissimo: sono giocatori già pronti, pescati nel sommerso, ma già ad un livello importanti, giovani ma non giovanissimi. La mano di Walter De Raffaele si vede in difesa, mentre in attacco lascia abbastanza briglie sciolte al talento dei singoli. Quello che ha colpito sia me che Hugo è la lunghezza impressionante del roster della Bertram: il loro secondo quintetto sarebbe titolare dappertutto, basti pensare a Weems come 7a rotazione, un lusso, e a Denegri che un pochino dispiace vederlo “inscatolato” in un ruolo che gli dà meno libertà rispetto a Cremona, ma ci sta all’interno di una squadra con ambizioni. Super complimenti a Tortona. Penso che possa arrivare tra le prime quattro e fare tanta strada in Basketball Champions League.

La difesa, questa sconosciuta. Tortona schianta la OJM nella ripresa (105-95)

Davide Fumagalli Openjobmetis Varese – MALPENSA24
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