Anche la Lega varesina si aggrappa a Vannacci

varese vannacci lega
Il generale Roberto Vannacci acclamato a Pontida e, in serata, a Varese

Quale Lega esce dal raduno in salsa sovranista di Pontida? E qual è ora l’indirizzo politico del movimento di Matteo Salvini in provincia di Varese? Di più, quale significato dare alla presenza di Andrea Cassani, segretario leghista del Varesotto, e dell’eurodeputata Isabella Tovaglieri alla cena di Masnago col generale Roberto Vannacci, star a Pontida e, in serata, ospite di un folto e entusiasta gruppo di suoi sostenitori nella Città Giardino? Tutti convinti salviniani?

Quesiti che nell’establishment del Carroccio (ex?) troverebbero risposte scontate, tese a minimizzare la profonda metamorfosi del Bossi-pensiero e, allo stesso tempo, un nuovo ruolo del movimento/partito che guarda a destra, oltre Fratelli d’Italia, e cerca di reinventarsi per non perdere ulteriori consensi. Aggrappandosi a Vannacci. Il quale, per ora, fa professione di fede (“Nessuno strappo in vista”) ma, sotto sotto, cova qualcosa di dirompente, richiesto da un’ampia parte del popolo della Lega, che lo acclama per affrancarsi da un Salvini che prende derive politiche che rischiano di marginalizzarlo nel contesto europeo e dal centrodestra italiano. E la sua gente pretende certezze.

Vannacci non è la soluzione imprescindibile ma garantisce affidabilità nei contenuti, nonostante tutto, nonostante sia ancora più sovranista e tranchant dell’attuale segretario federale, nonostante non attizzi i colonnelli che ruotano attorno a Salvini, nonostante il suo “mondo al contrario” che però piace a chi vorrebbe meno chiacchiere e più concretezza. E allora, Cassani e Tovaglieri, fedelissimi dell’attuale segretario, erano lì, alla cena di Masnago, non per mettere le mani avanti ma per dire che il generale fa parte a pieno titolo della Lega e che non ci sono nuovi partiti alle viste. Una presenza per rassicurare e riaffermare. Forse.

Soprattutto in una provincia che, per la storia e per la retorica, fu la culla della Lega e oggi veleggia su consensi poco esaltanti. Come conferma il risultato alle ultime elezioni provinciali, per altro di secondo livello, comunque indicative di una situazione che non depone a favore dei salviniani. In arretramento, ad esempio, a Busto Arsizio dove, per mantenere una poltrona in più in giunta, hanno ceduto il vice sindaco e una serie di deleghe importanti agli avversari, di fatto indebolendosi. Una strategia quasi dilettantesca, frutto anche di meschini personalismi, per ottenere che cosa? Vero, il rinnovo amministrativo delle città più importanti della provincia è rinviato al 2027, ma da qui a quell’appuntamento ne passerà di acqua sotto i ponti.

Intanto, Forza Italia, alle provinciali, si è schierata con la lista dei civici/moderati, un riposizionamento al centro che tradisce Fratelli d’Italia e Lega. Soltanto una tattica per non rimanere schiacciati a Villa Recalcati tra i due partiti alleati? O, piuttosto, un disegno politico che, anche a livello nazionale, prende le distanze da certi oltranzismi? Da queste premesse sorge spontanea una domanda: che ne sarà delle alleanze amministrative a Varese, Busto Arsizio e Gallarate? C’è tempo, dicevamo, per decidere. Nel frattempo sono in agenda elezioni in comuni come Castellanza, non fondamentali ma capaci di segnalare scenari che, sotto traccia, già si intravedono.

Il quadro di riferimento è dunque complesso. In questa complessità la Lega sta cercando di ritrovare la strada maestra che, qualche anno fa, le aveva fatto raggiungere vette elettorali clamorose. Il processo di Palermo a Salvini è, manco a dirlo, discutibile sotto molti punti di vista; la battaglia contro l’immigrazione clandestina è, per tanti aspetti e al netto delle esagerazioni, sacrosanta. C’è però da domandarsi quanto incideranno sul futuro elettorale del partito, in Italia e nella piccola ma significativa provincia di Varese. Con un capoluogo governato, a suon di attese e ora visibili opere pubbliche, dal centrosinistra; con città come Busto Arsizio dove l’influenza leghista va via via scemando; con una Gallarate dove domina il segretario Cassani con un piglio che spesso suscita malumori se non contestazioni. Alle corte, è sufficiente l’icona Vannacci a ridare slancio anche qui da noi al partito che fu di Bossi, che voleva dividere l’Italia, che fu di lotta e di governo, che difendeva le istanze del Nord e che oggi vuole costruire il ponte sullo Stretto?

Vannacci star a Pontida arriva a Varese: «Il mio partito? E’ la Lega»

varese lega vannacci – MALPENSA24
Visited 229 times, 1 visit(s) today