VARESE – E il primo ad arrivare al Posto giusto, il locale di Masnago che ha organizzato la serata. Insieme a lui, il generale, l’europarlamentare della Lega Roberto Vannacci ci sono solo Mirko Reto, leghista e gestore del locale, e Max Ferrari. Poi, arrivano i primi commensali che non si sono voluti perdere la prima di Vannacci all’ombra del Sacro Monte. E scatta il rito dei selfie.
Il mio partito? E’ la Lega
La serata varesina di Vannacci era nata “carbonara”, nel senso che per un po’ di giorni è stata tenuta sotto traccia. Ci stavano lavorando un gruppo di leghisti, non tutti esattamente in sintonia con la linea salviniana. Poi però la situazione è diventata impossibile da gestire “top secret” e allora si sono aperte le prenotazioni alla serata. «Abbiamo dovuto dire a no a oltre 300 persone – dice Mirko Rete – il locale contiene poco più di 150 persone. Tutte qui per Roberto Vannacci».
E lui, l’europarlamentare da mezzo milioni di eurovoti, lo sa e non si sottrae. Del resto, proprio oggi ha vissuto il battesimo a Pontida, il suo esordio sul pratone leghista. Anche lì, dopo l’ungherese Orban, la star è stata lui. Selfie, Selfie e ancora selfie.
Chi ha portato il generale?
A Varese Roberto Vannacci è arrivato grazie al ponte con il Centro studi politici Machiavelli di Roma dove il varesino Lorenzo Bernasconi è uno dei ricercatori e punti di riferimento e dall’associazione Il Mondo al contrario (che è anche il titolo del primo libro di Vannacci).

Tra presenti: il segretario provinciale Andrea Cassani, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, il deputato Stefano Candiani, il consigliere provinciale Sergio Ghiringhelli, il segretario cittadino della Lega Marco Bordonaro, i leghisti Max Ferrari, Federico Martegani, Marco Praderio, Davide Quadri, Barbara Bison, Franco Barosi, Marco Colombo (di Sesto Calende), i Tosellos, e i lombardi ideali di Malnate con anche Leslie Mulas appena eletto in consiglio a Villa Recalcati.

Diritto di cittadinanza
Disponibile, sportivo nel porsi alla stampa, parlantina chiara, scorrevole e tono convincente. L’uomo sa comunicare e non lo scopriamo certo a Varese. E quando chiediamo quanto ci sia vero rispetto alla nascita di un suo partito, dimostra grande abilità: «E’ un’invenzione della sinistra per cercare di spaccare la Lega e il centrodestra. Il mio partito è quello di Salvini».
Netto anche sul diritto di cittadinanza: «Lo vuole solo chi ha bisogno di garantirsi un bacino di voti. Chi arriva da noi gode già di tutti i diritti. Gli manca quello di voto». E sulla guerra in Ucraina: «La pace va cercata e non bisogna mai smettere di farlo. Ho però la sensazione che si stia lavorando a logorare la Russia e questo significa non andare nella direzione di fermare la guerra».

