ROMA – L’Italia riapre la porta al nucleare. Con l’approvazione arrivata oggi – mercoledì 23 settembre – dal Senato (81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti), il disegno di legge delega Pichetto per il ritorno al nucleare sostenibile ha completato l’iter parlamentare – dopo il passaggio dalla Camera, lo scorso giugno –, diventando ufficialmente legge. «Questa è una giornata davvero importante – commenta Francesco Carbone, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia -, con l’approvazione l’Italia compie un passo concreto verso la costruzione di una nuova politica energetica». Guarda il video:
L’impatto nel Varesotto
«Questo non significa che già domani si potranno costruire delle centrali nucleari – puntualizza Carbone – ma significa che finalmente torniamo a dotarci di un quadro normativo che permette di guardare alle nuove tecnologie nucleari». E accende un faro anche sull’impatto che la norma potrà avere nel Varesotto: «Per un territorio manufatturiero come il nostro, questo è un tema fondamentale. Le imprese hanno bisogno di energia disponibile, programmabile a di prezzi più stabili nel tempo». Dopo il passaggio dal Senato, «viene ora la parte più importante: la costruzione della filiera».
I prossimi passaggi
Con il provvedimento, è esclusa la possibilità di realizzare grandi centrali tradizionali, limitandosi invece a reattori modulari di piccola e media taglia. Concluso l’iter legislativo, si entra ora nella fase tecnico-economica. Nell’arco dei prossimi dodici mesi, toccherà al Governo sciogliere i nodi cruciali per mettere in atto la norma.
Carbone (FdI): «Il nucleare di nuova generazione è il futuro della nazione»
