MILANO – L’attesa è palpabile davanti alla Questura di Milano, in via Fatebenefratelli, dove decine di giornalisti e cameramen presidiano l’edificio, mentre all’interno negli uffici della Polizia Scientifica è ufficialmente iniziato l’incidente probatorio sul delitto di Garlasco, che vede al centro la morte di Chiara Poggi, avvenuta ben 18 anni fa. Un atto irripetibile destinato a riscrivere, forse, le pagine di uno dei casi di cronaca nera più complessi e discussi d’Italia.
Presenti all’appuntamento cruciale gli avvocati delle parti coinvolte: Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, e Gianluigi Tizzoni, che rappresenta la famiglia di Alberto Stasi. Da oggi, e per i prossimi 90 giorni almeno, gli esperti nominati dalle diverse parti cominceranno un meticoloso lavoro sui reperti dell’inchiesta, sia quelli storici che eventuali nuove acquisizioni. I risultati di questo accertamento avranno valore di prova nel futuro processo.
Il primo atto all’interno della Scientifica riguarderà presumibilmente la verifica dei verbali di custodia dei reperti, ritirati lo scorso giovedì. Un passaggio fondamentale per garantire l’integrità delle prove.
Il Parterre di esperti tra vecchie conoscenze e nuovi ingressi
Il team di esperti è di alto profilo e vanta nomi noti nel campo delle indagini forensi. Gli incaricati del GIP di Pavia, Daniela Garlaschelli, sono Denise Albani e Domenico Marchigiani della Scientifica della Questura. I consulenti dei Pubblici Ministeri sono Carlo Previderè e Pierangela Grignani. La difesa si affida a Luciano Garofano, ex comandante dei RIS di Parma, che si occupò del caso in prima battuta, e Luigi Bisogno, ex ispettore superiore di Polizia con una vasta esperienza nella dattiloscopia.
Anche la famiglia di Chiara Poggi è rappresentata da un team di consulenti: Marzio Capra, Dario Redaelli e Calogero Biondi. Per Alberto Stasi, invece, sono presenti Ugo Ricci e Oscar Ghizzoni. A completare il quadro, i legali delle diverse parti, uno per la difesa, uno per la parte civile e uno per Stasi.
Dubbi sulla conservazione dei reperti: “ricaduti nel baratro”
All’arrivo in Questura, il consulente della famiglia di Chiara Poggi, Dario Radaelli, ha espresso “dubbi oggettivi” sulla conservazione dei reperti. “Pare che questi reperti siano stati conservati a temperatura ambiente, però li vedremo”, ha dichiarato, “siamo molto curiosi. Al momento non ci aspettiamo nulla, vedremo che cosa c’è dentro i plichi di cui tanto si parla. Poi vedremo cosa sarà l’impostazione che i periti vorranno dare al loro lavoro. Noi seguiremo la loro attività e cercheremo di dare il nostro contributo.” Nonostante le perplessità però, Radaelli ha sottolineato i progressi delle tecniche attuali: “hanno fatto ampi passi avanti e se da questi reperti verranno delle informazioni, le valuteremo con interesse”.
La riapertura di questa fase istruttoria riaccende un dolore mai sopito per la famiglia Poggi. “La famiglia Poggi – ha ribadito il consulente – è ricaduta nel baratro che ha già affrontato 18 anni fa. Ci aspettiamo questa volta una soluzione definitiva”. Una speranza che accompagna l’inizio di questo nuovo, cruciale capitolo nella ricerca della verità sul delitto di Garlasco.
