De Molli (Teha): «Lombardia prima per esportazioni nel settore agrifood»

Demolli Ambrosetti Teha forum

MILANO – «La Lombardia è prima per valore delle esportazioni nel settore agrifood». Lo ha sottolineato Valerio De Molli (guarda il video), amministratore delegato di The European House Ambrosetti (Teha). Un dato che conferma la Regione come terra di agricoltura ed eccellenza enogastronomica, evidenziato anche dal presidente Attilio Fontana e dall’assessore a Enti Locali e Montagna, Massimo Sertori, nel corso della presentazione della decima edizione del Forum Food&Beverage di Teha, in programma a Bormio il 5 e 6 giugno. Un appuntamento di riferimento per esperti, istituzioni e protagonisti della filiera agroalimentare italiana.

I dati di Teha

Il settore genera 50 miliardi di euro di fatturato e 11 di valore aggiunto, posizionando la Lombardia al primo posto in Italia per entrambi gli indicatori. La leadership lombarda è confermata anche dall’export agroalimentare, che raggiunge 11,7 miliardi di euro, il valore più alto a livello nazionale. La regione si posiziona inoltre al terzo posto in Italia per fatturato legato alle produzioni certificate, con 2,9 miliardi di euro, e al terzo posto per occupazione, con 129.000 occupati nell’intera filiera. Secondo le imprese intervistate da Teha per realizzare l’indagine, l’inflazione energetica si conferma il fattore di crisi più rilevante per il settore agroalimentare, indicato dal 63,5% del campione. Al secondo posto si posizione l’aumento dei costi delle materie prime (36,2%), che supera la mancanza di manodopera (34%). Anche per le aziende che esportano, l’incremento dei costi energetici rimane la prima criticità (47,2%), ma acquistano peso anche le tensioni geopolitiche e i ritardi nell’approvvigionamento delle materia prime (30%). I dazi sembrano invece aver perso centralità (15%).

Cresce il settore

I dati elaborati dalla Community Food&Beverage di Teha confermano il ruolo centrale della filiera agroalimentare per il Paese. Nel 2024, il settore sfiorato i 270 miliardi di euro di fatturato. Di questi, 193,3 miliardi sono riconducibili all’industria e 76,6 miliardi al comportato agricolo, con una crescita del 42% rispetto al 2015. Crescono anche gli investimenti, che nel 2024 hanno raggiunto quota 18,6 miliardi di euro. La filiera occupa complessivamente 3,4 milioni di persone, di cui 485.000 nel Food&Beverage, e 2,9 milioni nel comparto agricolo, in crescita del 5,9% rispetto al 2015. Record storico, poi, per l’export agroalimentare, che nel 2025 ha raggiunto il record storico di 70,9 miliardi di euro, di cui 60,9 riferiti a Food&Beverage e 10 miliardi al comparto agricolo, con una crescita del 94,3% rispetto al 2015.

Le parole di Fontana

«La Lombardia – ha detto Fontana – è leader nella “Dop economy”, quella di qualità, di alto livello, che si contraddistingue tra i consumatori e di cui siamo molto orgogliosi. Crediamo che questa sia la strada giusta, i mercati chiedono prodotti che rispettino naturalezza e sostenibilità, che non deve tuttavia nuocere alla sostenibilità economica. Questi fattori spiegano anche i risultati della nostra regione in campo turistico: lo abbiamo visto nel weekend del Primo Maggio, quando abbiamo superato tutti i risultati precedenti in termini di presenza». Insomma, «i turisti vengono volentieri in Lombardia e continuano a dimostrarlo».

I risultati di Milano Cortina

«Anche nell’agroalimentare, dove siamo leader nazionali, le imprese devono poter svolgere il loro lavoro, mentre il pubblico deve facilitare il raggiungimento dei risultati economici e di crescita», ha aggiunto Sertori. «Lo abbiamo visto per le Olimpiadi, un appuntamento inderogabile, per cui non si potevano dilatare i tempi decisionali. C’è stata una collaborazione trasversale completa, anche con il livello centrale, ma i territori hanno avuto un ruolo unico. Uno schema che, se replicato altrove, potrebbe solo efficientare la macchina pubblica». Ancora: «Dobbiamo riuscire a programmare l’azione amministrativa avendo ben presente gli obiettivi. Credo che con Milano Cortina 2026 siamo riusciti a intercettare le positività di questo evento, rappresentando al meglio la Valtellina e i territori coinvolti. Ci sono stati 24 miliardi di contatti complessivi, con punte maggiori anche dell’edizione estiva di Parigi e i pizzoccheri sono finiti sul New York Times. Quando ci si concentra sui risultati con una visione organica, senza lasciare spazio a partigianerie, gli obiettivi si raggiungono».

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