BUSTO ARSIZIO – «Tifare contro? Siamo solo preoccupati di dove va a finire questa vicenda. E il sindaco ha il dovere di rispondere e dirci cosa intende fare con questa causa che è già costata quattro milioni di euro alle casse pubbliche per le sole spese legali». Scende in campo Gianfranco Bottini, leader e fondatore di Busto al Centro, per ribattere alle affermazioni, ma soprattutto ai toni e agli atteggiamenti tenuti dal sindaco Emanuele Antonelli in consiglio comunale nel rispondere all’interrogazione del capogruppo di BaC Gianluca Castiglioni sulla “storia infinita” dei derivati, dopo l’ennesimo round, stavolta “giocato” di fronte alla Corte di Cassazione. «Comportamenti poco ortodossi, ma la presidente del consiglio non dovrebbe lasciarli passare – la frecciatina a Laura Rogora, che dirige i lavori in sala esagonale – è lei che comanda in aula, e i consiglieri meritano rispetto e spazio per esprimersi».
«Tifo contro? No grazie»
Busto al Centro non ci sta a passare per “quelli che tifano contro”, e ai pasticcini e champagne evocati dal sindaco Antonelli replica in modo fermo e molto serio: «Non gli è consentito fare illazioni offensive nei confronti di un gruppo di persone che la pensano diversamente da lui, tra cui persone che conosce e sa di che pasta sono fatte – sostiene Gianfranco Bottini, leader del gruppo civico centrista – la realtà è proprio il contrario di quel che dice il sindaco, la nostra preoccupazione è di vedere dove finisce questa vicenda. E se c’è qualcuno che fa finta di non aver capito quello che viene inteso nelle nostre interrogazioni è proprio Antonelli, perché noi abbiamo capito benissimo tutto. Poi lui va sul personale e non va bene. Deve smetterla con questo atteggiamento nei confronti di un consigliere comunale».
«Non passa»
Insomma, per Bottini «non passa» la narrazione secondo cui BaC remerebbe contro Palazzo Gilardoni. Ma «nemmeno l’idea del sindaco che dei derivati non si debba parlare». Argomenta il leader di Busto al Centro, già vicesindaco più di vent’anni fa: «Ma se è lui che per primo ne ha parlato in consiglio lo scorso gennaio… Non ci vedo niente di strano nel fare un’interrogazione per chiedere spiegazioni, è lui che ha il dovere di dirci cosa intende fare nel prosieguo di questo contenzioso legale. E sia chiaro: saremmo non i primi, ma i primissimi, se vinciamo la causa, a dire che ha fatto bene. Ma dopo aver valutato attentamente il bilancio economico finale della faccenda». Il dubbio di BaC è se ne sia valsa la pena: «Su una cosa il sindaco non ha torto – aggiunge Bottini – gli romperemo ancora le scatole su questa vicenda dei derivati. Nella maniera dovuta e con più educazione di quella che dimostra lui nei nostri confronti. Noi abbiamo diritto di chiedere e lui ha il dovere di rispondere. Su questa vicenda accettiamo che qualche volta, per tutelare l’interesse del Comune, le risposte non siano sempre esaustive, ma la mordacchia no, quella non la possiamo accettare».
Avviso al presidente
Ma non finisce qui, perché «se Antonelli, lo conosciamo, ha comportamenti poco ortodossi, il presidente del consiglio comunale glieli lascia passare – allarga il tiro il fondatore di BaC – il consiglio non è un organo che fa capo al sindaco, lui ha il privilegio di intervenire quando crede, ma quando intervengono i consiglieri devono essere rispettati. E ieri è stata una baruffa, con Castiglioni che non riusciva a parlare per spiegare un concetto. La presidente Rogora non è più alle prime armi, il sindaco sarà un suo superiore nel suo nuovo partito, ma in sala consiliare il capo è lei». Non solo per rispetto dei ruoli: «È una questione di dignità dei consiglieri e di rispetto istituzionale – chiosa Gianfranco Bottini – non c’è il podestà che può fare quel che crede, quando il sindaco esonda dal suo ruolo deve essere richiamato all’ordine, consentendo ai consiglieri di parlare».
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