Donald Trump e la baraonda

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Donald Trump

di Massimo Lodi

Il cancelliere tedesco Merz dice la verità: gl’israeliani stan facendo il lavoro sporco per noi. Per tutti. Per l’Occidente. Se eliminano gl’incubatori mediorientali del terrorismo, se ne avrà un vantaggio all over the world: dovunque. E specialmente da questa parte del mondo. Ma se è così, bisognerebbe che l’Occidente tenesse un comportamento univoco, armonico, responsabile.

Purtroppo non accade. L’Occidente si divide, litiga, lascia perplessi. Da un lato le vicende in corso testimoniano che i suoi (i nostri) valori di civiltà meritano rispetto, difesa, ammirazione. Pur tra errori strategici, eccessi d’autoflagellazioni, persone sbagliate collocate nei posti giusti, l’Occidente ha da insegnare a gran parte del pianeta, non da farsi indottrinare.

E tuttavia nella circostanza più difficile -guerra in Ucraina aperta, tragedia a Gaza, decisione di Netanyahu d’eliminare gli ayatollah- si manifestano contraddizioni scioccanti. Fatte apposte per screditare un’alleanza invece di promuoverla. As usually (l’è semper inscì) tocca a Trump, l’indefinibile Trump, lasciare basìti: molla la compagnia del G7 e al rientro negli Usa fùstiga Macron, uno “…che non capisce niente”. Per il banale motivo che ha ipotizzato, Macron, un defilarsi del tycoon dovuto a possibili trattative di pace tra Israele e Iran.

Può darsi che il presidente francese si sbagli. Ma cosa avrai mai detto di tanto grave da meritare il pubblico ludibrio del Maga-Americano? Nulla. Proprio nulla. È lo stile naïf-dissennato di Trump. Dice quel che gli passa per la testa senza che la testa gli passi un messaggio fondamentale. Be careful. Stai attento. Be quiet. Stai calmo. Be intelligent. Stai avveduto. Insomma: misura le parole. Sono pietre, talvolta. E anche peggio. Nel caso specifico, un missile che incendia la consonanza/l’affiatamento dell’Occidente.

E chi se non il capo della maggior potenza di quest’Occidente -e, per il verso militare/economico, del mondo intero- dovrebbe farsi carico di prudenza più saggezza? Trump se ne fotte, per usare la sua stilosità espressiva, di cambiare il mood guascone di cui è portatore. Poco conta che in ballo ci siano miliardate di valori borsistici o cannonate d’incursioni militari. Dichiara, dichiara, dichiara. Digita, digita, digita. Un sovranismo microfonaro e tastieristico che ha già causato danni ingenti e altri garantisce di procurarne, avanti d’un tale passo mediatico.

L’Occidente meriterebbe una guida migliore. Consapevole. Guardinga. Dialogante. Sensibile. Eccetera. Abbiamo alle spalle una storia dal pregio morale, culturale, politico che nessuno può vantare. Però non sappiamo attingervi come dovremmo, sprecando la risorsa di presidio della liberal-democrazia quale siamo, grazie alle idee, al coraggio, ai sacrifici del passato. È come se al virtuale leader d’un gruppo di virtuosi Stati mancasse il senso d’uno Stato più grande, comprensivo di valori antichi e moderni, assolutamente degno d’esser modello al resto del mondo, e tuttavia preda d’una convulsa baraonda. La baraonda, eccoci al dunque. Proprio ciò di cui maxime aver paurissima, nei giorni delle devastazioni belliche. E allora, caro presidente/imperatore Trump, Make America Guide Again: riporta gli Stati Uniti al ruolo di faro dell’Occidente, come fu nella Seconda Guerra Mondiale. Come per certi versi lo era stato prima e per altri dopo.

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