LUINO – E se il surplace di Andrea Pellicini, che non ha ancora confermato la sua disponibilità a candidarsi, fosse legato alle paturnie che stanno assillando Forza Italia in quel di Luino? La buttiamo lì. Nel senso che, se davvero il centrodestra fosse unito, l’ex sindaco e deputato di Fratelli d’Italia, probabilmente avrebbe già sciolto ogni riserva, visto che l’unità della coalizione era uno dei paletti fissati per scendere in campo. Ma andiamo con ordine. Partendo da una certezza: Furio Artoni è partito lancia in resta.
L’avvocato in campo
Furio Artoni i motori li ha accesi da tempo. In tempi non sospetti ha dichiarato la sua appartenenza al centrodestra e di volerlo unire nel suo nome. E, sulla base delle sue idee e della sua storia politica, la sua appartenenza a quell’area politica (non partitica, i civici di qualsiasi estrazione ci tengono) è un dato di fatto. Nei mesi scorsi l’avvocato con la passione per la politica, ha animato il dibattito (ha dato vita pesino a un curioso X Factor per il candidato) cercando di portare i partiti di centrodestra sotto l’ombrello della sua candidatura civica. Tentativo che è naufragato. O meglio, tra gli esponenti di partito c’era anche chi sarebbe stato disposto a sposare il progetto Artoni sindaco, ma il dazio da pagare sarebbe stata la rottura dell’alleanza di partito. E così le cose sono rimaste. Ognuno per sé. Con Artoni che ha già fatto il “primo giro” di manifesti attacchinati per Luino, con tanto di prime denunce politiche su i cartelloni vandalizzati. Insomma nulla di nuovo sotto il cielo della politica. I dispetti sono un atto liturgico, antipatico, ma liturgico delle campagne elettorali combattute.
Forza Italia spaccata di due. Forse in tre
In questo momento a frenare sull’unità della coalizione di partito è proprio Forza Italia. Nel partito fondato da Silvio Berlusconi, infatti, c’è chi sposa la linea dell’alleanza con Pellicini sindaco come il vice segretario regionale Giuseppe Taldone e chi ha molti dubbi e si dice pronta a sostenere Furio Artoni come la corrente guidata da Paolo Gobbato, che tra l’altro con l’avvocato è già stato in lista alle ultime elezioni. C’è chi racconta di riunioni del direttivo cittadino forzista finiti con un nulla di fatto.
E la terza gamba? Sarebbe quella di Giuseppe Basile, designato quale responsabile dei Comuni del Nord dal partito, il quale però a Luino “non ha toccato palla” e pare abbia alzato le braccia in segno di resa con un inequivocabile “fate vobis”.
E intanto Andrea Pellicini, candidato invocato da tutti, nicchia: forse ha capito che la sua Luino potrebbe diventata una graticola. Sulla quale non vuole certo farsi rosolare.
