Emergenza case popolari a Busto: solo 13 alloggi liberi. «Ora l’Agenzia dell’Abitare»

L'assessore all'inclusione sociale Paola Reguzzoni

BUSTO ARSIZIO – L’emergenza casa continua a mordere, ma mancano alloggi. Sono appena 13 quelli a disposizione per il 2025, secondo il “Piano annuale dell’offerta abitativa” approvato in giunta. «La richiesta? Molto ma molto più alta» ammette l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, che nella seduta di commissione di ieri, 13 novembre, ha salutato come «doppiamente utili» i sei appartamenti recuperati grazie all’esproprio di una palazzina abusiva di via Luigi Belotti, che invece di essere demolita, verrà acquisita al patrimonio pubblico.

Carenza di alloggi

Gocce nel mare dell’emergenza casa. In una città che ha un patrimonio di edilizia residenziale pubblica di quasi duemila alloggi in tutto – sono 1922, di cui 1397 di Aler e 525 di proprietà comunale – il “Piano dell’offerta abitativa 2025”, varato in giunta, prevede per l’anno in corso una disponibilità di appena 13 alloggi che si libereranno, più altri 40 nel 2026. È tutta qui la consistenza delle “case popolari” che potranno essere assegnate, rispetto ad una “lista d’attesa” che conta circa 300 famiglie in cerca di una soluzione abitativa agevolata. «La soluzione? Proverà a darla l’Agenzia dell’Abitare» rivela l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni. «Rivolgendosi in particolare a quella fascia “border line” che non ha diritto all’alloggio popolare, o che per via del reddito finisce in fondo alle graduatorie, ma che non riesce ad accedere al mercato privato degli affitti».

La soluzione?

L’Agenzia dell’Abitare è stata oggetto di un’altra delibera di giunta sempre nella seduta di mercoledì 12 novembre. «Su proposta dell’assessore Reguzzoni, è stato approvato il Progetto di massima per la sua istituzione, e l’avvio del procedimento di co-progettazione con enti del Terzo Settore per la realizzazione dell’Agenzia dell’Abitare». Per l’avvio delle funzioni di base, il loro progressivo sviluppo e la sperimentazione del servizio in un periodo di due anni, sono stati stanziati 200mila euro. «Con l’Agenzia dell’Abitare il Comune di Busto Arsizio intende costituire uno specifico servizio pubblico, quale punto di riferimento per l’abitare a costi accessibili, con specifica attenzione al settore della locazione».

Le alternative

Nel frattempo, le altre alternative per affrontare l’emergenza abitativa arrivano dai cantieri in corso – i 40 appartamenti di housing sociale all’ex Borri, oltre alle 19 unità al Conventino e alle 9 all’ex oratorio di Sacconago, pensate entrambe per esigenze specifiche – ma anche da opportunità estemporanee come quella della palazzina abusiva di via Belotti. In commissione l’assessore al patrimonio Luca Folegani ha spiegato che l’amministrazione, a fronte della prevista «demolizione di immobili privi di titolo edilizio», ha sfruttato la possibilità di legge di espropriarli e dichiararli «immediatamente fruibili per finalità sociali». I sei appartamenti, di cui due occupati abusivamente, verranno messi a disposizione di «genitori mononucleo, padri separati e mamme single», ha annunciato in commissione l’assessore Paola Reguzzoni. «Sono opportunità doppiamente utili perché le destinazioni sono svincolate dal bando regionale e andranno ad intercettare nuclei con Isee che difficilmente avrebbero risposta nell’edilizia residenziale pubblica».

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