Emergenza furti a Busto, la “ricetta” Sabba: «Telecamere in casa e controllo di vicinato»

L'assessore alla sicurezza Matteo Sabba con il comandante della Polizia locale Stefano Lanna

BUSTO ARSIZIO – «Il problema dei furti non lo può risolvere la Polizia locale e nemmeno le forze dell’ordine. Ai cittadini “disarmati” suggerisco di tutelarsi. Con le telecamere e con il controllo di vicinato». L’assessore alla sicurezza Matteo Sabba ha una sua “ricetta” per contrastare l’emergenza furti che sta suscitando preoccupazione in città dopo gli ultimi episodi, da Borsano a Beata Giuliana. E si basa su due ingredienti essenziali, la tecnologia e le relazioni: «Bisogna tornare a fare comunità» sostiene l’assessore “cresciuto” a Comunità Giovanile.

La situazione

«Il controllo di vicinato sta crescendo, è passato da 15 a 17 gruppi» ha sottolineato Sabba durante la presentazione del report 2025 dell’attività del Comando di Polizia locale dei Molini Marzoli. «È una tematica importantissima perché la Polizia locale non può risolvere il problema dei furti – aggiunge l’assessore – innanzitutto perché non c’è di notte, e anche di giorno non può essere presente sempre in ogni quartiere, nemmeno se avessimo 400 agenti contro i 70 che abbiamo a disposizione oggi». Ma non è un banale scaricabarile, quello di Matteo Sabba: «Ai cittadini suggerisco di tutelarsi, non perché manca la sicurezza, ma perché dobbiamo tornare a creare comunità, ad avvisarci se ci sono dei problemi, a segnalare al controllo di vicinato quando vediamo qualcosa di sospetto».

I consigli di Sabba

L’assessore fa un ragionamento realistico, alla luce delle preoccupazioni diffuse: «Ciascuno può mettere delle telecamere e abbonarsi ad un servizio di sicurezza con poche centinaia di euro, e soprattutto può parlare con i propri vicini – le indicazioni di Sabba – ma anche le attività commerciali sono fondamentali come referenti e sentinelle sul territorio. Anche perché oggi siamo di fronte a una giustizia che non ci soddisfa: chi ti entra a rubare in casa, anche quando viene preso, poco dopo è in libertà. I cittadini sono disarmati, ma è sbagliato dire dov’è la Polizia locale o dove sono i carabinieri. Il mondo che viviamo è questo, bisogna tornare a fare comunità». Ognuno deve fare la sua parte, insomma. E in questo la rinnovata attenzione verso i gruppi di controllo del vicinato può essere un’opportunità per affrontare il problema.

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