FAGNANO OLONA – Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, illumina il capannone della cooperativa La Valle di Ezechiele nel fondovalle di Fagnano Olona: «Sparsi nel nostro Paese ci sono tanti punti luce. Questo è uno e genera fiducia, speranza, dà prospettiva, accompagna, non dimentica. Ma non è un’isola: questi punti luce come tante gocce formano un oceano. Un tessuto di bontà, fiducia e speranza non solo per chi viene per il lavoro e per un più facile inserimento nella società civile, ma anche per tutti quanti qui operano, volontari, istituzioni».
La folla in Valle

E c’erano tutti – lavoratori, volontari, rappresentanti delle istituzioni, ex detenuti – a riempire la sede de La Valle di Ezechiele di via Cristoforo Colombo per la Messa della Divina Misericordia concelebrata dal cardinal Bagnasco insieme a don David Maria Riboldi, cappellano della Casa circondariale di Busto Arsizio e fondatore della cooperativa che dà lavoro e speranza ai detenuti del carcere, e al parroco di Fagnano Olona don Simone Chiarion. In prima fila, il sindaco di Fagnano Olona Marco Baroffio con la fascia tricolore, il comandante della locale stazione dei Carabinieri Michele Beltrame e i rappresentanti della Prefettura e della Polizia Penitenziaria. In sala anche il garante dei detenuti Pietro Roncari e tanti rappresentanti delle associazioni che operano all’interno della Casa circondariale.
Il dovere della speranza
«Tutti abbiamo bisogno di uno sguardo benevolo di affetto con occhi di fiducia – le parole del cardinale, già presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nell’omelia – ci fa andare avanti con fiducia anche se tutto sembra una maceria. In questi punti luce e nella vita di tutti i giorni dobbiamo ricordarci di tessere rapporti di amore. E fare rete, perché stando vicini gli uni gli altri, nulla è troppo piccolo». E la fiducia, il monito di Bagnasco, è un dovere: «Nessuno di noi ha il diritto di perdere la fiducia in sé stesso, di considerarsi niente, in un vicolo cieco, senza orientamento, e arrendersi – non perché ognuno di noi è capace di mille cose, ma per un motivo fondamentale che non verrà mai meno, perché Dio ci ama senza misura, uno per uno, sia che crediamo in Lui sia che pensiamo di non credergli. Lui crede in noi, e questo basta per avere la speranza».
La croce benedetta
Al termine della celebrazione eucaristica, il Cardinale ha benedetto la grande croce, realizzata da un detenuto lavoratore della falegnameria del carcere, che La Valle di Ezechiele pianterà domenica prossima, 19 aprile, nel campo “Su da terra” di Busto Arsizio in cui si coltivano i mirtilli usati anche per la Prison Beer “Prevost” dedicata a Papa Leone XIV. «La portiamo volentieri al Santo Padre» rivela don David chiedendo sponda al cardinal Bagnasco per un invito in Vaticano. E spiegando che quella che verrà posizionata nel campo di mirtilli è «una croce scura con il cuore bianco, fatta da un nostro lavoratore che purtroppo non ha avuto autorizzazione ad essere qui. A monsignor Luca Raimondi aveva realizzato una croce luminosa con un cuore tenebroso».
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