FAGNANO OLONA – «Il finale? Tragico: tutto è ancora in divenire. E siamo di fronte a una spesa folle», le parole di Fabio Lorusso, capogruppo della minoranza di Solidarietà e Progresso. Critiche anche le segreterie di centrodestra: «Siamo di fronte a una scelta miope, che ha infilato il Comune in un buio vicolo cieco», il commento di Fratelli d’Italia Forza Italia e Lega. Sugli scudi invece il sindaco Marco Baroffio: «La critica politica è legittima, ma non può trasformarsi nella diffusione di affermazioni allarmistiche e non corrispondenti alla realtà». Insomma, è bagarre. E ancora una volta, a scatenare Fagnano Olona è il progetto della nuova mensa delle scuole Rodari, che in aula – ieri, 15 ottobre – è stata al centro di una variazione (l’ennesima) di bilancio da 1,4 milioni di euro.
Centrodestra all’attacco
Bagarre, appunto. Il tema della mensa scolastica scalda gli animi a Fagnano. E, questa volta, le opposizioni hanno deciso di abbandonare l’aula. «Un atto di protesta netto, consapevole e tutt’altro che comodo», dice il centrodestra, a margine della seduta. «Una variazione di bilancio sproporzionata, quella per il nuovo refettorio di Bergoro». E ancora: «Una decisione arrivata al termine di un percorso in cui l’amministrazione Baroffio ha scientemente respinto ogni nostra proposta di collaborazione fattiva, chiudendo la porta ad alternative realistiche e sostenibili che avevamo messo sul tavolo per evitare il disastro. Invece di ascoltare il buon senso, la giunta ha tirato dritto per realizzare un’opera da circa 5mila euro al metro quadro: uno sproporzionato ecomostro, del tutto fuori scala rispetto al reale numero di bambini che usufruiranno del servizio. Oggi Baroffio si ritrova con in mano soltanto mosche e speranze: la speranza di recuperare 850mila euro dal Pnrr (che restano comunque soldi dei contribuenti) e l’illusione di una causa legale contro l’azienda appaltatrice che si tradurrà nell’ennesimo buco nell’acqua e che, come di consueto, verrà fatta sfumare nel nulla. Il risultato di questa gestione è spaventoso: per i prossimi dieci anni Fagnano si ritroverà senza risorse, con le casse bloccate e un paese costretto a pagare i debiti di un’opera sconsiderata». Poi aggiungono: «Siamo usciti dall’aula non certo per comodità o per sottrarci al confronto. L’abbiamo fatto perché non eravamo disposti ad avallare l’ennesimo scempio economico dopo che per mesi abbiamo offerto soluzioni concrete, tutte regolarmente bocciate. Baroffio e la sua giunta hanno scelto di fare da soli, e con questa caparbietà stanno condannando Fagnano a un decennio di paralisi e difficoltà finanziarie. Di fronte a questo svendita del futuro dei nostri cittadini».
«La morale della favola»
Tecnico e preciso, Lorusso ha ripercorso passo passo tutto l’iter che più volte ha portato allo scontro in aula. «La morale della favola è una», dice dopo la seduta. «Nel tempo abbiamo continuato a mandare interrogazioni e mozioni, non sappiamo nemmeno quante ormai. La giunta Baroffio ci ha sempre risposto che andava tutto bene e che, nonostante i rallentamenti dell’impresa, si sarebbe arrivati in fondo. Rescindendo il contratto con l’azienda, per inadempienza, hanno dovuto aggiustare il progetto e ora si devono impegnare ulteriori soldi per un nuovo piano». In soldoni, dopo l’ultima variante, «il totale arriverà a costare almeno 2,4 milioni ai fagnanesi». Conclude: «Siamo usciti dall’aula non per mancanza di responsabilità, ma perché l’amministrazione ci ha sempre e chiuso la porta in faccia. E alla fine è stato tragico».
Baroffio precisa
Nel frattempo, anche il sindaco Baroffio ha preso posizione con una nota. Eccola:
Ritengo necessario ristabilire alcuni fatti, perché la critica politica è legittima, ma non può trasformarsi nella diffusione di affermazioni allarmistiche e non corrispondenti alla realtà.
Partiamo dai conti del Comune. Non è vero che Fagnano Olona resterà senza risorse per i prossimi dieci anni, non è vero che i conti comunali saranno bloccati e non è vero che l’avanzo di amministrazione verrà esaurito. Sono affermazioni gravi, che richiederebbero dati e dimostrazioni concrete. Non basta evocare uno scenario catastrofico per renderlo reale.
Sul finanziamento PNRR, poi, occorre essere altrettanto chiari. Fagnano Olona non ha, allo stato attuale, perso definitivamente il finanziamento. Anzi, proprio in questa settimana sono emersi spiragli che ci consentono di guardare alla situazione con maggiore fiducia. Stiamo lavorando per tutelare le risorse pubbliche e perseguire tutte le strade percorribili. Finché il percorso non sarà definito, nessuno dovrebbe spacciare per certo un esito negativo.
C’è poi una questione politica che merita di essere chiarita. Il centrodestra sostiene di aver proposto soluzioni concrete, sistematicamente respinte dall’amministrazione. Ma quali sarebbero queste soluzioni? Quali alternative effettivamente praticabili sarebbero state presentate?
Nel novembre 2021 furono proprio loro a proporre la realizzazione del refettorio. Successivamente, però, non hanno sostenuto coerentemente il percorso necessario per portare avanti l’opera. In questi anni abbiamo ascoltato molte critiche, ma le critiche, per quanto legittime, non equivalgono a una proposta amministrativa concreta.
Se ci si riferisce ai cosiddetti tavoli tecnici, sarebbe utile sapere quali questioni avrebbero dovuto affrontare e con quali obiettivi. Il Testo unico degli enti locali definisce con chiarezza le rispettive competenze degli organi politici e della struttura amministrativa. La collaborazione è sempre possibile e auspicabile, ma non può diventare un modo per confondere ruoli e responsabilità o per rinviare le decisioni.
Questa amministrazione si assume la responsabilità delle proprie scelte e delle decisioni necessarie a realizzare il nuovo refettorio di Bergoro. Siamo consapevoli delle difficoltà e delle criticità che hanno accompagnato il percorso, ma riteniamo che il dovere di un’amministrazione sia quello di affrontarle con serietà, tutelando per quanto possibile le risorse pubbliche e lavorando per raggiungere l’obiettivo. Di fronte a un’opera avviata e a una situazione complessa, la nostra responsabilità è individuare le soluzioni necessarie per arrivare al suo completamento, non fermarsi davanti alle difficoltà né lasciare che il problema si trascini senza una soluzione.
E proprio sul tema delle opere pubbliche, prima di impartire lezioni, sarebbe opportuno ricordare anche le responsabilità del passato. Accanto alla scuola è rimasta una ferita evidente: il cantiere della palestra, il cui percorso ha subito ritardi anche a causa delle scelte compiute da chi amministrava prima di noi. Se quel progetto non fosse stato fermato e rallentato, oggi potremmo trovarci davanti a una situazione ben diversa, con la palestra già completata. Anche questa è una parte della storia amministrativa di Fagnano che i cittadini hanno diritto di conoscere.
Infine, una considerazione sul Consiglio comunale. Il dissenso si esprime legittimamente con il voto contrario, con interventi motivati e con proposte alternative. Abbandonare l’aula può essere una scelta politica, ma in questa circostanza è apparso più come un gesto teatrale che come un contributo concreto alla soluzione del problema. Se si riteneva sbagliata la variazione di bilancio, si poteva restare in aula, motivare il proprio dissenso e votare contro, assumendosi fino in fondo la responsabilità della propria posizione.
Noi non abbiamo mai sostenuto che il percorso fosse semplice, né abbiamo intenzione di nascondere le difficoltà. Ma tra riconoscere un problema e annunciare una catastrofe finanziaria ci passa una differenza sostanziale.
La nostra responsabilità è verso Fagnano Olona, non verso la polemica politica. Continueremo a lavorare per tutelare le risorse del Comune, difendere gli interessi dei cittadini e portare a termine le opere necessarie alla comunità. I cittadini giudicheranno i risultati, le scelte e la serietà con cui ciascuno avrà svolto il proprio ruolo.
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