GORNATE OLONA – Il Monastero di Torba è stato dedicato a Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fondo Ambiente Italiano che acquistò personalmente il bene nel 1977 per donarlo alla fondazione costituita solo due anni prima, di cui quest’anno, nel 2025, ricorre il cinquantenario. Da allora il monastero è stato restaurato, aperto al pubblico e valorizzato, e oggi accoglie decine di migliaia di visitatori e vanta il riconoscimento di sito Unesco per le testimonianze della sua storia longobarda.
Un altare di Botta per la chiesa di Torba
La dedica a Giulia Maria Crespi è stata celebrata questa mattina, venerdì 6 giugno, con una messa nella piccola chiesa medievale di Santa Maria, officiata per l’occasione dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, su un altare disegnato dal celebre architetto Mario Botta, che è stato così inaugurato. L’altare restituisce alla chiesa, che ne era rimasta priva (fu trasformata perfino in una stalla nel Novecento), un elemento imprescindibile del suo aspetto, della sua funzione e del suo spirito: un segno contemporaneo, essenziale e potente, un simbolo di sacralità, che già di per sé emana da questo antico monastero ai margini del bosco: un angolo di Medioevo intatto e suggestivo. Disse proprio Giulia Maria Crespi dopo l’inaugurazione al pubblico, nel 1986, dopo l’impegnativo restauro: «A Torba è tornata la vita (…) Ma vorrei dire che a Torba è tornato anche qualche cosa d’altro. Perché quella sottile e sobria poesia che spira tra le sue mura e quella profonda pace che vi regna donano ai visitatori momenti di intimo raccoglimento».
Una targa per la fondatrice
È seguita alla messa, grazie alla collaborazione con la Società del Quartetto, presieduta dalla vicepresidente Fai Ilaria Borletti Buitoni, l’esecuzione di un brano amato da Giulia Maria Crespi: Verklärte Nacht di A. Schönberg, sestetto per archi op.4, eseguito dal Quartetto Indaco, con Vittorio Benaglia, viola, e Fabio Musone, violoncello. Da oggi dunque una solenne targa all’ingresso del Monastero ricorderà ai visitatori il nobile gesto della fondatrice nei confronti del Fai, e il ruolo del Monastero di Torba quale primo bene della fondazione, che oggi, dopo cinquant’anni, ne conta ben 74, di cui 57 aperti al pubblico, visitati da oltre un milione e centomila persone nel 2024. Un luogo speciale, perché un caposaldo della sua storia, che già conserva dal 2010 perenne memoria dell’altro fondatore del Fai, l’architetto Renato Bazzoni, particolarmente legato al Monastero in vita, e le cui ceneri sono deposte in una nicchia nell’abside della chiesa.

Significato fondativo
«Il Monastero di Torba è un luogo particolarmente significativo, è un luogo che ha – rispetto a tutti gli altri beni – un significato fondativo, è il luogo del cominciamento. È il bene Fai tra i più antichi, con una storia di meditazione, di silenzio, di preghiera. Ed è proprio per questo che abbiamo deciso in questa ricorrenza così importante di dedicarlo a chi ha fondato il Fai e lo ha donato, e di onorarlo con un nuovo altare disegnato da Mario Botta. E in questa stessa occasione ringraziare e ricordare tutti coloro che in questi cinquant’anni hanno donato alla Fondazione. Una chiesa senza un altare non è una chiesa. Ora, dopo che per anni prima dei restauri fu un fienile, lo è per sempre», ha dichiarato Marco Magnifico, presidente del Fai, presente alla cerimonia.
L’altare
L’altare è stato realizzato su un progetto donato dall’architetto Mario Botta: è di forma trapezoidale, in listelli di legno di rovere massiccio imperniati a una lastra centrale, collocata in un basamento di beola bianca levigata inserito nel pavimento; lo accompagna un leggio in rovere, anch’esso disegnato dall’architetto. Posizionato nell’abside della chiesa, sul limitare dell’ultimo gradino, si integra perfettamente nell’architettura storica, aggiungendovi un elemento di forte richiamo spirituale. «Un’opportunità per completare, anche da un punto di vista funzionale e liturgico, la presenza della piccola chiesa nell’ambito del recupero paesaggistico dell’insieme storico-culturale – ha detto Botta – l’esempio di Torba parla delle numerose stratificazioni giunte fino a noi attraverso le vicende storiche e che ora trovano un nuovo significato e un nuovo ruolo con la valorizzazione degli elementi marginali della storia del nostro Paese».
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fai dedica torba crespi – MALPENSA24
