FERNO – «Per la Sinistra cittadina dovrei badare al focolare domestico e “all’acqua che bolle in pentola”». La sindaca di Ferno, Sarah Foti, denuncia i commenti sessisti ricevuti via social. «Da loro motti squallidi per stigmatizzare un mio presunto “autoritarismo nazista”».
Prende le distanze Cambiare Ferno che, attraverso le parole della capogruppo Nunzia Demurtas, spiega: «Chi rappresenta la sinistra fernese a livello istituzionale non ha mai rivolto frasi sessiste a nessuno. Il generico riferimento della sindaca ci lascia perplessi e amareggiati».
La denuncia
A portare l’attenzione sul caso è stato lo scambio di battute tra Foti e l’onorevole Silvia Roggiani (esponente del Pd in Parlamento, di origine fernese).
«È di qualche giorno fa la notizia che la mozione da lei firmata, a sostegno degli enti locali, sia stata approvata all’unanimità. Mi complimento per l’importante risultato conseguito, le tematiche trattate sono quelle su cui i sindaci si battono quotidianamente», scriveva Foti sui social. Concludendo con l’augurio di «Non dover mai leggere commenti dal vago sapore sessista, come quelli della Sinistra locale».
La minoranza prende le distanze
Pur assicurando la propria solidarietà, Cambiare Ferno prende le distanza da qualsiasi accusa di sessismo. «Ogni attacco, anche deciso, fatto a livello politico dal nostro gruppo non ha mai avuto a che fare con episodi di questo tipo, così come le nostre puntualizzazioni non hanno mai voluto toccare la sfera personale», il commento di Demurtas. «Ci siamo sincerati che nessuno che ruota in maniera significativa attorno alla nostra compagnie abbia mai fatto una cosa del genere. Per questo auspichiamo che ogni accusa possa essere maggiormente spiegata e circoscritta, per evitare fraintendimenti a livello pubblico e privato: Cambiare Ferno ripudia e condanna ogni offesa di tipo sessista».
La contro risposta
Foti, però, non ci sta, e ribatte: «Se quello di Cambiare Ferno voleva essere uno scritto di vicinanza, sicuramente non lo è. La vicinanza si esprime di persona e direttamente agli interessati, non a mezzo stampa». E aggiunge: «Ho aspettato per giorni che la consigliera venisse a esprimermi solidarietà. Non solo per questo episodio, ma anche per altri dal sapore diffamatorio di cui è perfettamente a conoscenza, che nel tempo alcuni suoi compagni di viaggio mi hanno riservato. Politicamente mi si può dire di tutto ma a livello personale non accetto offese o insinuazioni di nessun genere. Questa vicenda non è, tuttavia, che un corollario di una ben più delicata che mi riguarda da diverso tempo e di cui al momento non posso dare dettagli perché sottoposta al vaglio della magistratura».
Le parole di Roggiani
Non è tardata ad arrivare una risposta da parte di Roggiani, lei stessa – in passato – vittima di gravissimi insulti. «Mi è capitato più volte non solo di subire attacchi sessisti, ma anche violentissime shitstorm lanciate da chi era, ed è ancora, al governo, per altro quando ancora non ero parlamentare. Alla mia richiesta fatta in privata al sottosegretario di turno di cancellare almeno i commenti dove si incitava a violentare me e tutte le componenti femminili della mia famiglia non c’è stata risposta», svela. «Penso che per le donne sia sempre complesso fare politica, e il rivendicare come più autorevole la declinazione al maschile di un ruolo sia figlio di una cultura molto radicata che persiste»
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