FERNO – Venne fatto prigioniero dai tedeschi nel 1943 e venne internato nel campo di prigionia di Hindenburg, dove trovò la morte a 22 anni di età, nel 1945. Fu sepolto in Polonia. Ora, finalmente, la salma del soldato Francesco Biassoni è tornata a casa, a Ferno. E domani, 15 novembre, al cimitero cittadino si svolgerà la cerimonia di tumulazione.
La storia del soldato Biassoni
L’appuntamento è per le 10. Saranno presenti i familiari, il sindaco Sarah Foti e le autorità cittadine. A rendere omaggio al ritorno del soldato fernese, inoltre, sarà presente anche un picchetto d’onore organizzato dalla polizia locale e dal gruppo locale degli Alpini.
Francesco Biassoni, partito giovanissimo per il fronte greco-albanese durante la Seconda Guerra Mondiale, rifiutatosi di combattere al fianco dei nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, venne fatto prigioniero dai tedeschi e successivamente internato nel campo di prigionia di Hindenburg, un sottocampo di Auschwitz. Qui trovò la morte a pochi mesi dalla fine delle ostilità. E alla tragicità dell’esperienza bellica vissuta dal fernese, si aggiunge la disumanità di una prigionia e di una morte terribile.
Sepolto in Polonia
Fu sepolto nel cimitero militare italiano d’onore di Bielany, a Varsavia, in Polonia, subito dopo la fine delle ostilità. Per decenni i parenti hanno cercato e chiesto, vanamente, il rimpatrio della salma. Ora, grazie alla ferma volontà della famiglia e al sostegno e supporto del Comune, Francesco Biassoni può tornare a riposare a Ferno, nel suo paese d’origine, assieme ai propri genitori e a tutti i propri cari.
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