di Giorgio Pietrobon
VARESE – Si rinnova la tradizione della festa degli alpini al Campo dei fiori di Varese. Nata negli anni Settanta, il Gruppo Alpini di Varese continua coriaceo a organizzarla. Circa 100 volontari, da un mese, sono al lavoro nel piazzale del Grand Hotel per preparare l’area che ospiterà la festa. Primo appuntamento, dei sette giorni in vetta, è fissato per venerdì 9 agosto.
Le parole del presidente
Il presidente del Gruppo Alpini di Varese Antonio Verdelli esprime tutta la sua soddisfazione: «Siamo circa duecento soci sempre ben disposti a dare una mano gli altri. Vogliamo onorare i morti aiutando i vivi: questo è il nostro motto. Il gruppo, infatti, dà un sostegno a tutti indipendentemente dal credo religioso o dalle idee politiche. Collaboriamo con la città e tutte le associazioni. Oggi ancor di più ci riteniamo obbligati a fare qualcosa per il nostro territorio con entusiasmo e impegno. E la nostra festa sulla montagna vuole essere anche una festa per la nostra Montagna, il Campo dei Fiori».
Gli appuntamenti clou
Sarà un anno speciale. Si festeggiano i 50 anni dalla prima celebrazione in vetta della Santa Messa. Appuntamento che poi si ampliato con la festa, prima di tre giorni e poi da anni, sotto il mandato Verdelli dalla durata di una settimana. Con molti appuntamenti di contorno che danno l’opportunità di gustare la cucina alpina in vetta, ma anche di trascorre re un’intera giornata all’ombra dell’hotel Campo dei fiori. Anche per questa edizione non mancherà il motoraduno (domenica 11, dalle 8.30, in piazza Repubblica per il motogiro), giunto al 20esimo anno; le viste alla Grotta Marelli, alla Casa Museo Pogliaghi e all’atrio del Grand Hotel; i Caffè letterari e le escursioni su alcuni sentieri tra Sacro Monte e Campo dei fiori.
Un gruppo inossidabile
«Siamo sempre di meno ma abbiamo aggiunto un giorno a questa festa: – continua il presidente – inizieremo venerdì 9 agosto con il tradizionale alza bandiera: elevare il drappo ha un valore simbolico in ricordo di chi ha sacrificato la vita per la nazione. Queste sono solo alcuni degli appuntamenti in programma. Il sacro Monte sarà aperto e attivo tutti i giorni. La festa della montagna non sarà solo economia alpina, ma un’iniziativa volta a valorizzare il territorio. Ciò che verrà raccolto sarà ridestinato ad associazioni benefiche». Solidarietà dopo, ma anche durante la festa: «Nonostante l’aumento dei costi necessari a organizzare la festa, per quest’anno i prezzi sono rimasti quelli dell’anno scorso. Vogliamo che la nostra festa sia aperta anche a chi ha qualche difficoltà economica e così non rinunci a vivere ad almeno un giorno di vacanza. Inoltre ospiteremo le associazioni che operano nel campo della disabilità».
Penne “rosa”
Le penne nere di Varese hanno poi sottolineato l’impegno delle donne all’interno della macchina organizzativa. «Un grande grazie va alla componente femminile che ha collaborato a organizzare la festa. Oggi, senza il loro prezioso aiuto saremmo in difficoltà a organizzare i sette giorni di festa».
I ringraziamenti dell’assessore
Infine a sottolineare l’importanza della festa è stato l’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari: «E’ sempre un piacere presenziare alle iniziative degli alpini. Fanno tanto e molto in termine di volontariato, solidarietà e aiuto. Durante il Covid ad esempio hanno aiutato l’amministrazione. Se c’è un gruppo ecologista ante litteram sono proprio loro che trasmettono alle nuove generazioni rispetto e sensibilità nei confronti dell’ambiente. Le amministrazioni dunque porgono il loro ringraziamento».

